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Per la legalita’ nella ricostruzione in Emilia le proposte dei sindacati

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A dieci mesi di distanza dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012, Cgil, Cisl, Uil dell’Emilia Romagna puntano i fari sui temi della legalità nella ricostruzione e sulle questioni sociali aperte nelle aree colpite. Nei giorni scorsi le tre confederazioni hanno scritto al Commissario per la ricostruzione, Vasco Errani, e alle istituzioni delle province interessate di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, avanzando le proprie proposte.

L’obiettivo dei sindacati è quello di integrare e dare piena attuazione agli impegni previsti dal “Protocollo d’intesa di legalità per la ricostruzione” dello scorso 27 giugno, con riferimento particolare ai punti riguardanti appalti pubblici, stazioni appaltanti uniche, Durc per congruità.

Nello specifico, di fronte ai pericoli di infiltrazione della criminalità organizzata, Cgil Cisl Uil regionali dicono “no” agli appalti al massimo ribasso, indicando per lo svolgimento delle gare la modalità dell’offerta economicamente più vantaggiosa; propongono Stazioni appaltanti uniche nell’ambito delle Unioni di Comuni, per fare “massa critica istituzionale” nel controllo democratico del territorio; chiedono di integrare le procedure relative al Durc con la verifica di congruità della manodopera in rapporto alla consistenza degli appalti.

Quanto al metodo, la proposta è quella di trasformare in sedi territoriali di carattere generale sulla ricostruzione i tavoli già costituiti presso le quattro Province per affrontare i problemi del lavoro e della gestione degli ammortizzatori sociali.

Al momento, puntualizzano le tre sigle sindacali, gli interventi di ricostruzione avviati riguardano poco più di 3.000 tra abitazioni e unità produttive, escludendo gli appalti per lo smaltimento delle macerie e quelli per la installazione di moduli temporanei: perciò la fase è ancora iniziale, con meno del 10% di cantieri attivati rispetto ai 37.000 potenziali, derivanti dal numero delle schede Aedes sulle valutazioni di agibilità.

È dunque prevedibile, dicono i sindacati, che l’innalzamento al 100% della copertura dei costi per il ripristino degli immobili danneggiati abbia effetti positivi di accelerazione e dunque si entra adesso nel pieno della ricostruzione, “che richiede un impegno senza precedenti per la mole degli investimenti previsti, pari a 9 miliardi, e la necessità di coordinare gli interventi rispetto alle novità legislative e agli strumenti nazionali e regionali fin qui adottati: protocolli, leggi e decreti, ordinanze, fino alla legge regionale n. 16 del dicembre scorso”.

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