Morti bianche: il bilancio del primo trimestre 2011 | Edilone.it

Morti bianche: il bilancio del primo trimestre 2011

wpid-301_sicurezza.jpg
image_pdf

Le vittime sul lavoro dei primi tre mesi di quest’anno sono 23 in più rispetto al primo trimestre del 2010 e soltanto nel mese di marzo sono state 31 le morti bianche registrate in Italia. La Lombardia continua ad occupare il primo posto nella graduatoria nazionale per numero di vittime (16), seguita da Emilia Romagna (15), Piemonte (14), Sicilia (11), Campania (9) e Veneto (7). L’unica regione che in questo periodo non è stata toccata dal fenomeno delle morti bianche è il Molise, mentre una vittima si è registrata in Sardegna e 2 in Valle D’Aosta e Friuli Venezia Giulia.

La situazione cambia quando gli esperti dell’Osservatorio Vega Engineering analizzano le morti bianche rispetto alla popolazione occupata. E così sono le regioni più piccole a salire in cima alla classifica. Cominciando proprio dalla Valle D’Aosta che fa rilevare un indice di incidenza sugli occupati pari a 35,5 contro una media nazionale di 7,3. Seconda la Basilicata con un indice di 21, terzo il Trentino Alto Adige (8,6), quarta l’Umbria (8,2) e quinto l’Abruzzo (8,1).

Decisamente al di sotto della media i valori rilevati in Lombardia (3,7), Veneto (3,3) e Puglia (3,2). Ed è proprio rispetto a questi parametri che il Sud indossa la maglia nera quando si parla di morti bianche con un indice pari a 6,1, seguito dal 5,4 del Nordovest del Paese, dal 5,3 delle Isole e dal 4,3 del Centro. L’area maggiormente ‘virtuosa’ in tal senso risulta essere il Nordest (3,9).

Milano è la provincia maggiormente colpita dall’emergenza con 8 morti, seguita da Torino (6), Catania, Napoli e Bologna (4), da Messina, Savona, Teramo, Bolzano, Cuneo e Roma (3). Sul fronte dell’incidenza è invece Aosta al primo posto (35,5), seguita da Matera (30,7) e da Terni (25,2); quarta è Biella (25,1) e quinta è Teramo (24,8).

Ancora l’agricoltura in primo piano con il 35,1% delle morti bianche registrate da Vega Engineering nel primo trimestre dell’anno, seguita dal settore delle costruzioni (21,9%). A distanza si trovano gli altri settori: commercio all’ingrosso e al dettaglio e attività artigianali (12,3%), trasporti, magazzinaggi e comunicazioni (5,3%), servizi (4,4%), smaltimento rifiuti e produzione distribuzione manutenzione di energia elettrica, acqua e gas (3,5%).

La caduta dall’alto è la prima causa (28,1%), seguita dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti (25,4%), dal ribaltamento di un veicolo o di un mezzo in movimento (15,8%), dall’investimento di mezzo semovente (8,8%) e dal contatto con organi lavoratori in movimento (7%). Le vittime di un’esplosione riguardano il 3,5% dei casi e di incendio, così come il contatto con mezzi in movimento, il 2,6%.

Tra le 114 persone che hanno perso la vita al lavoro nei primi tre mesi dell’anno, le donne sono 4 mentre gli stranieri sono 11 ovvero il 9,6%: sono rumene ed albanesi le comunità straniere maggiormente coinvolte.

La fascia d’età più a rischio è quella che va dai 40 ai 49 anni con 29 vittime (25,7%), seguita da quella compresa tra i 30 e i 39 (23) e tra i 50 e i 59 anni e tra i 60 e i 69 (18). Significativo anche il dato che riguarda gli ultrasettantenni (15).

O.O.

Copyright © - Riproduzione riservata
Morti bianche: il bilancio del primo trimestre 2011 Edilone.it