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Morti bianche e lavoro nero: un'emergenza nazionale

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Secondo il bilancio dell’Osservatorio Sicurezza sul lavoro Vega Engineering, sono edilizia e agricoltura i settori in cui si conta il maggior numero di vittime sul lavoro. “Per la precisione – sottolinea il presidente Mauro Rossato – il 64,3% dei 484 decessi rilevati nel Paese da gennaio a fine novembre. L’edilizia con il 27,9% delle vittime e l’agricoltura il 36,4%”.

E sono proprio i campi e i cantieri edili i luoghi di lavoro dove è maggiore il fenomeno dell’economia sommersa. Confermano il binomio che lega le morti bianche al lavoro nero anche i recenti dati provenienti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Nel periodo marzo-ottobre 2010, il Dicastero ha effettuato controlli a campione nell’ambito del “Piano straordinario di vigilanza per l’agricoltura e l’edilizia in Calabria, Campania, Puglia e Sicilia”.

Dai 19mila accertamenti ispettivi condotti nelle quattro regioni, in edilizia è emerso come irregolare il 61% delle aziende ispezionate e in agricoltura il 45%. Intanto, gli indicatori dell’Istat sui lavoratori irregolari del 2009 parlano di circa tre milioni di persone.

Esistono delle aree della Penisola, come il Mezzogiorno, in cui il problema dell’economia sommersa è maggiormente sentito, così come quello delle morti bianche. Ricordiamo che nell’ultima indagine dell’Osservatorio Vega Engineering proprio Campania, Puglia e Sicilia sono tra le regioni in cui si conta il maggior numero di vittime del lavoro (141 su 484).

Ma non è solo il Sud a destare preoccupazione – conclude il presidente di Vega Engineering –. Ricordiamo che la crisi congiunturale è stata sentita ovunque nel nostro Paese. E si sa, purtroppo, che l’economia sommersa cresce e si nutre delle crisi per sopravvivere con rapporti di lavoro irregolari e conseguenti evasioni fiscali e contributive”.

Incrociare i numeri del sommerso con quelli delle morti bianche, dunque, dovrebbe essere un utile strumento di lavoro per gli amministratori del Paese. “Anche perché sia il fenomeno dell’irregolarità occupazionale che quello dell’infortunistica sono sicuramente sottostimati – aggiunge l’ingegner Rossato – dato, appunto, il loro essere celati e irrintracciabili nella loro totalità”.

di O.O.

Osservatorio sicurezza Vega Engineering 2010

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