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L’evacuazione da Ple in caso di emergenza

Le indicazioni essenziali per gestire, in caso di emergenza, l'evacuazione da Piattaforme di lavoro elevabili (Ple)

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In caso di emergenza, è indispensabile che i lavoratori formati all’utilizzo delle PLE (Piattaforme di lavoro elevabili) sappiano procedere in maniera corretta all’evacuazione dal cestello, sia della propria persona che di altri occupanti.
L’operatore presente nel cestello della PLE deve essere abilitato ai sensi dell’art. 73, c. 5, Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012, ma, evidentemente, è necessaria la presenza di almeno due-tre persone (una nel cestello e una addestrata a terra, due nel cestello e una a terra) affinché almeno una possa intervenire in caso di emergenza o perché vigilava la situazione o perché avvisata telefonicamente.

I dispositivi di emergenza predisposti sulle PLE prevedono infatti doppi comandi, gestibili sia dal cestello che da terra, per permettere l’intervento secondo quanto disposto dal datore di lavoro. A tal proposito, per quanto riguarda la responsabilità del datore di lavoro, è per lui sufficiente poter dimostrare di aver assolto tutti gli adempimenti riguardanti il piano di emergenza e di soccorso e aver indicato un lavoratore per lo svolgimento dei lavori in quota su PLE.

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L’evacuazione da PLE è sempre necessaria in caso di malessere o infortunio dell’operatore presente nel cestello o per malfunzionamento o difetto della macchina stessa.
Nel primo caso, l’intervento è semplice, perché la PLE funziona regolarmente e l’operatore a terra è in grado di portare giù il cestello attraverso il doppio comando sopra citato. È fondamentale intervenire velocemente e con cognizione di causa per mettere in salvo l’operatore infortunato, cioè soltanto da parte di chi conosce le procedure di emergenza e sa effettuare correttamente le manovre di sblocco dei comandi mediante chiave e le successive operazioni.
Ovviamente, se gli operatori nel cestello sono due, non è necessario l’intervento da parte di un lavoratore a terra se almeno uno è cosciente e può procedere direttamente alla manovra di discesa.
Di particolare nota, e collegato a questo discorso, è il caso di elettrolocuzione che potrebbe determinare malessere per entrambi i lavoratori nel cestello e pericolo di intervento anche per l’operatore che effettua le manovre da terra perché la maggior parte delle PLE presenti sul mercato non è dotata di opportuno isolamento. (Nota bene: Il malessere di entrambi gli operatori nel cestello potrebbe anche essere dovuto a incendio o presenza di gas pericolosi).

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I malfunzionamenti delle PLE che determinano evacuazione di emergenza possono essere costituiti da situazioni di avaria dell’impianto elettrico che mette fuori uso il motore e la pompa principali, nonché i dispositivi di sicurezza (controllo del carico e del momento, blocco anticollisione, blocchi di emergenza ecc.). In questa situazione, è opportuno seguire accuratamente la procedura descritta nel manuale di istruzioni della PLE rimuovendo i sigilli di sicurezza e azionando le elettrovalvole per eseguire manualmente il rientro dello sfilo da terra in sicurezza, evitando il ribaltamento. Successivamente sarà necessario un intervento specializzato per ripristinare i sigilli della PLE.
Se invece la PLE si è bloccata, ma l’impianto elettrico funziona correttamente, la causa è riconducibile alla pompa principale della PLE. In questo caso, l’operatore nel cestello non è in pericolo di vita e si interviene attivando la pompa di emergenza, come descritto sul manuale d’uso: l’operatore a terra aziona la leva mentre quello all’interno del cestello procede con i comandi di discesa.
Un ulteriore caso di emergenza potrebbe consistere nella necessità di evacuare un operatore infortunato nel cestello o sbalzato fuori da esso, e quindi appeso, in una situazione di avaria dell’impianto idraulico o di difetto strutturale. Il soccorso deve mirare al recupero dell’operatore in tempi brevi. L’intervento può essere effettuato tramite l’impiego di:
un’altra PLE,
• una cesta portapersone movimentata da una gru o da un carrello elevatore,
• una fune, magari ancorata in più punti per meglio distribuire il carico. Quest’ultimo caso è molto delicato e comporta pericolo per la sicurezza di entrambe le persone coinvolte, sia il soccorritore che l’operatore infortunato.

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