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L'effetto pranzo nella sicurezza sul lavoro

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Uno studio effettuato dall’Università di Burgos, Spagna, ha rilevato che il 18,2% degli infortuni sul lavoro e il 29,4% di quelli mortali si realizzano nella fascia oraria immediatamente successiva alla pausa pranzo. L’osservazione del fenomeno è avvenuta nella penisola iberica, ma anche  in Svezia e Danimarca.

A causare gli incidenti più gravi, che avvengono tra le 13 e le 17, sono la stanchezza o la fretta e il consumo di alcool e droga: il cosiddetto “effetto pranzo”. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista “Plataforma Sinc” ed è stata coordinata dal Prof. Miguel Camino Lopez, il quale ha constatato che gli infortuni come cadute dall’alto riguardano tutti i tipi di aziende, lavoratori giovani e più anziani, chi lavora sui ponteggi o con le macchine.

Le percentuali fanno notare come, anche se gli incidenti si concentrano nelle ore del mattino, quelli che avvengono nelle prime ore pomeridiane sono ben più letali. Infatti, tra le ore 9.00 e le 13.00 si verifica il 57,3% degli incidenti in totale e il 38% di quelli letali, ma nel post-pranzo si verifica il 18,2% degli infortuni il cui 30% è mortale.

La ricerca spagnola ha seguito le orme di un’osservazione che era stata già fatta in Svezia e Danimarca dall’Istituto nazionale per la salute sul lavoro, ed il risultato è stato valutato anche in base alle risposte dei lavoratori, che hanno indicato come cause, oltre alla mancanza di effettive condizioni di sicurezza, il consumo di droga o alcol durante la pausa.

C.C.

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