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L’aggiornamento del PSC – Piano di sicurezza e coordinamento

Non esiste cantiere in cui il PSC si adatti alle esigenze dei lavori dal progetto al completamento dell'opera. Ecco come va aggiornato in fase di esecuzione

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Punto fondamentale del ruolo del coordinatore in fase di esecuzione è l’aggiornamento del PSC. Non esiste cantiere in cui il PSC si adatta alle esigenze dei lavori dal progetto al completamento dell’opera.

Il PSC deve essere aggiornato ogni qual volta in cantiere avvengono variazioni sia per i contenuti dei lavori (nuove lavorazioni non previste originariamente) sia nei tempi di realizzazione (non conformità con il programma dei lavori) sia nei soggetti che li eseguono (frazionamento di fasi lavorative in più imprese, originariamente assegnabili ad una singola).

Ma il PSC può richiedere un aggiornamento anche nel caso in cui CSP e CSE non corrispondano nello stesso soggetto e il coordinatore in fase di esecuzione non riesca a integrare il PSC con il proprio metodo di comunicazione.

Data la diffusa propensione da parte delle imprese a non dare importanza a ciò che è scritto, si aggiunge al ruolo del coordinatore il compito di effettuare una efficace comunicazione con i soggetti interessati, quindi avrà indubbiamente bisogno di fare propri i concetti espressi nel PSC che, se pur corretti, possono non essere adeguati al proprio modo di operare.

Non esiste un singolo procedimento per la formulazione dell’aggiornamento del PSC, che però deve rispondere ai seguenti requisiti:
• deve essere condiviso da tutti i soggetti interessati, quindi deve essere firmato dal CSE e riportare la firma per ricevuta, presa visione ed accettazione da parte del committente, di imprese e lavoratori autonomi presenti in cantiere;
• deve essere possibile accertarne la data di emissione (è sufficiente la data seguita dalla firma dei soggetti di cui sopra);
deve corrispondere alla effettiva e concreta esigenza di aggiornamento (sempre più ribadito il concetto che la “produzione di carta” in cantiere può solo peggiorare la posizione del coordinatore);
• ad ogni aggiornamento deve essere verificato se è necessario il conseguente adeguamento del POS delle imprese.

Anche un verbale di cantiere può costituire un aggiornamento del PSC, purché abbia le caratteristiche elencate.

Quanto sopra esposto rende palese la necessità di aggiornare anche il cronoprogramma dei lavori che rappresenta una delle maggiori contestazioni fatte dagli organi di vigilanza ai coordinatori, con ribadite rimostranze da parte di questi ultimi perché a fronte di un cantiere ordinato e in sicurezza per apprestamenti e logistica, ritengono “ingiusto e cavilloso andare a verificare se proprio quel giorno il lavoro eseguito corrisponde a quanto riportato nel Gantt” (citazione testuale di numerosi coordinatori sanzionati). Ma cosa è, e a cosa serve il cronoprogramma dei lavori (Diagramma di Gantt)? È la programmazione dei lavori, studiata al fine di non sovrapporre lavorazioni che possano costituire interferenze pericolose per la salute e sicurezza dei lavoratori.

Ne consegue che raffigura il fulcro del PSC, acronimo appunto di Piano di Sicurezza e Coordinamento, che ha quindi lo scopo prioritario ed essenziale di coordinare le lavorazioni.

Visto sotto l’aspetto sanzionatorio sarà quindi difficile contestare una violazione per la non coerenza del documento con la situazione reale del cantiere ma, visto sotto l’aspetto decisamente più delicato degli infortuni, la mancata coerenza rappresenterà un ulteriore pericolo in cantiere.

Espresso tale concetto ne deriva conseguentemente ed inevitabilmente un altro diffuso in qualsiasi cantiere; quello cioè che comunque, corrispondente o no, il cronoprogramma dei lavori non lo controlla nessuno degli addetti alle lavorazioni.

Ma non può essere un giustificativo. Non è un caso che qualsiasi testo sull’argomento ribadisca quanto è difficile il ruolo del coordinatore, perché spetta proprio a lui, riuscire a sensibilizzare le imprese sul rispetto del programma previsto nel PSC, comunicazione che anche in questo caso può avvenire sia verbalmente che per scritto (o entrambi). Il suggerimento è sempre quello di rendere le comunicazioni semplici e concise. Ad esempio può risultare inutile appendere in una postazione ben visibile il cronoprogramma generale del cantiere, meglio sostituirlo spesso ed esporre solo il periodo ad esempio di una settimana, o di una fase.

Non meno importante, all’interno dell’art. 92, co. 1, lett. b) è il periodo che riguarda la valutazione delle proposte che possono formulare le imprese dando origine alla necessità di aggiornare il PSC.

Il concetto porta all’attenzione l’importanza di coinvolgere le imprese e i lavoratori nel “processo sicurezza“. Sensibilizzazione posta sempre a carico del Coordinatore per l’Esecuzione, il quale dovrà rendere partecipi i lavoratori del proprio operato.

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