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Infortuni calati del 20% dal 2002 al 2009

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Sono Spagna, Portogallo e Francia ad aggiudicarsi la maglia nera per gli infortuni sul lavoro in Europa. Dal 2003 al 2007, in Italia gli incidenti sono diminuiti del 18,2%, mentre dal 2002 al 2009 sono passati da 992.655 a 790.000, pari a un calo del 20%. Sono questi i dati, elaborati su base Inail, presentati alla terza conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro dal titolo “Dall’ispezione al controllo di regolarità: per un più completo monitoraggio delle condizioni di lavoro nelle imprese”, organizzata dalla Direzione generale per l’attività ispettiva del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Arrivano invece dall’Inps i numeri relativi all’evasione fiscale delle aziende, pari a 42 miliardi di euro. Nell’arco di un anno tutti i soggetti ispettivi portano a termine circa 300.000 controlli, mettendo in luce 2,5 milioni di lavoratori in nero. Si tratta di una squadra di circa 5.000 ispettori che operano per conto del Ministero e degli enti previdenziali. A questo proposito, tra le proposte emerse durante gli interventi, la necessità di creare un coordinamento delle attività ispettive e di costruire una banca dati delle aziende ispezionate per avere la storia di ognuna ed evitare di ripetere le stesse ispezioni.

“La vera piaga del mondo del lavoro è il lavoro nero e sommerso – ha affermato il presidente Inps, Antonio Mastrapasqua -. C’è un silenzio assordante intorno a questo fenomeno che continua a creare una concorrenza sleale, manca una vera e condivisa cultura della legalità perché gli ispettori del lavoro sono considerati quasi esclusivamente elementi di disturbo”.

L’incontro ha dunque rappresentato l’occasione per approfondire le tematiche che hanno interessato nell’ultimo anno l’attività di vigilanza. L’accento è stato posto in particolare sul Protocollo d’Intesa siglato il 4 agosto scorso tra Inps, Inail e Agenzia delle Entrate, sulla Convenzione siglata il 29 settembre 2010 dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali ed il Ministro della Difesa, nonché sull’Accordo sottoscritto il 26 ottobre 2009 dal Direttore generale per l’Attività Ispettiva e il Comandante generale della Guardia di Finanza.

“È ideologicamente sbagliato – ha spiegato il dirigente della Divisione tutela delle condizioni del lavoro del ministero del Welfare, Lorenzo Fantini – affrontare il tema della sicurezza solo con l’esercito degli ispettori”. Fantini ha poi ricordato che l’Italia possiede un testo normativo all’avanguardia nel mondo. “Il Testo unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, che affronta il tema dell’incrocio delle banche dati, prevedendo la condivisione tra istituzioni e la collaborazione con le parti sociali“.

Alla sicurezza non devono quindi contribuire solamente le istituzioni come ministero, Inail, Regioni, ma anche le parti sociali. Fantini ha poi ricordato che al ministero del Lavoro è attiva una commissione consultiva composta di 40 membri dove partecipano anche rappresentanti dei datori di lavoro e dei sindacati. “Con la commissione – ha annunciato – stiamo procedendo a redigere le indicazioni per la valutazione dello stress lavoro correlato, mentre stiamo anche preparando il decreto per la qualifica delle imprese. In certi settori caratterizzati da un alto tasso infortunistico, potranno operare solo determinate imprese. E su questo abbiamo una strategia comune con le parti sociali”.

di O.O.

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