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Il piede prima di tutto

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Il cantiere è un luogo pericoloso per i piedi che sono soggetti ai più disparati tipi di rischio, da quelli da schiacciamento a quelli dovuti a oggetti appuntiti, all’aggressione chimica, fino a quelli (più ordinari, ma non meno invalidanti) dovuti alle condizioni atmosferiche e climatiche (freddo, umidità, calore eccessivo).

Il normatore ha posto particolare attenzione nella prescrizione dei DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) per i piedi, che sono regolati da quattro norme di riferimento. La prima, la EN344 stabilisce i requisiti di base delle scarpe e definisce le metodologie di prova da impiegare per testarne la rispondenza alle norme; seguono poi tre norme che individuano le caratteristiche (via via crescenti) delle scarpe da utilizzare in cantiere (o in luogo di lavoro soggetti a rischi specifici: la EN347 che norma le calzature di lavoro per uso professionale senza puntale in acciaio, la EN346 per le calzature di protezione per uso professionale con puntali con resistenze di 100 joule e, infine, la EN345, relativa alle calzature di sicurezza per uso professionale con puntali con resistenze di 200 joule.

E’ estremamente importante nella scelta della calzatura tenere in considerazione la differenza tra calzature di lavoro, di protezione e di sicurezza; una calzatura di lavoro, infatti, molto spesso è inadeguata a proteggere il lavoratore dai rischi da cantiere, al contrario una calzatura troppo protettiva, potrebbe essere di intralcio per lavorazioni più leggere, soggette a meno rischi.

Le calzature di sicurezza e protezione hanno l’obbligo di essere completate da un puntale in acciaio (o in altro materiale che risponda ai requisiti di norma) che resista alla caduta di oggetti dall’alto: per le prime la resistenza del puntale deve preservare il piede da cadute di oggetti pesanti 20 chili da un metro d’altezza, per le seconde, invece, la protezione deve tutelare da cadute di oggetti di 10 chili sempre da un metro.

Sul mercato sono disponibili anche puntali più leggeri (ma ugualmente rispondenti alle normative) rispetto a quelli in acciaio, realizzati in alluminio o in materiali compositi; le scarpe antinfortunistiche prevedono poi una lamina, sottostante la tomaia, antiperforazione che preserva il piede da oggetti acuminati presenti sul terreno (ferri d’armatura, chiodi, altri elementi sporgenti): la lamina è oggi generalmente realizzata in kevlar che, rispetto alle lamine in acciaio utilizzate in passato, garantisce una protezione pressoché totale della pianta del piede con pesi sensibilmente minori.

Per quel che riguarda le suole, tutte le scarpe di sicurezza devono avere elementi resistenti all’abrasione, all’olio, all’acido e che siano antistatici e antiscivolo; alcuni formulati (denominazione HRO da norma) sono estremamente resistenti al calore (fino a 300 °C) e possono essere usate in applicazioni soggette ad aggressione termica come, ad esempio, l’asfaltatura. In genere le suole sono realizzate in gomma nitrilica o poliuretano compatto (variabili a seconda della casa produttrice)

Nella scelta sono da prediligere calzature dotate anche di elemento antishock sotto il tallone, in grado di riparare da danni in caso di caduta.

Ovviamente infine, nella valutazione dei modelli e a parità di caratteristiche protettive sono da preferire le calzature più leggere e quelle che garantiscono una traspirazione del piede adeguata.

Infine ricordiamo che la normativa obbliga il datore di lavoro a fornire DPI adeguati ai propri dipendenti e a controllarne l’uso, ma è anche compito del dipendente e dell’operatore controllare quotidianamente lo stato degli stessi per richiederne la sostituzione in caso di danneggiamento o degrado delle caratteristiche protettive.

Scarpe antifortunistiche requisiti

Scarpe di sicurezza: codici
Codice A :: calzatura antistatica
Codice C :: calzatura conduttiva
Codice CI :: Isolamento dal freddo
Codice E :: presenza di dispositivi di assorbimento energia sul tallone
Codice HI :: isolamento dal calore
Codice HRO :: resistenza al contatto con calore
Codice P :: lamina antiforo
Codice WRU :: impermeabilità sotto azione dinamica della tomaia

Scarpe di protezione: codici
Codice PB: requisiti minimali da norma
Codice P1: zona tallone chiusa, protezione antistatica, assorbitori di energia sotto il tallone
Codice P2: P1 + resistenza alla penetrazione dell’acqua
Codice P3: P2 + resistenza alla perforazione delle suole
Codice P4: proprietà antistatiche e assorbitori di energia sotto il tallone
Codice P5: P4 + resistenza alla perforazione delle suole

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