Governo ed enti previdenziali a confronto nella 1° conferenza nazionale sulla vigilanza

Sono forti i messaggi lanciati dalla prima conferenza nazionale sulla vigilanza in materia di lavoro, dello scorso 28 ottobre a Roma, organizzata dalla direzione generale per l’Attività Ispettiva del ministero del Lavoro. Ridisegnare e ampliare le funzioni ispettive sul lavoro; istituire una più solida sinergia tra ministero, INAIL, Carabinieri, Inps e gli altri enti interessati; valorizzare la bilateralità e, soprattutto, attivare una funzione preventiva dei comportamenti fraudolenti.

Il ministro Maurizio Sacconi, ha aperto i lavori dichiarando la “forte intenzione del dicastero di valorizzare il corpo delle forze ispettive”. “Si tratta di rendere quanto più effettive le norme costruite in questi anni per garantire il massimo livello di inclusione in un paese che, purtroppo, registra ancora spazi di occupazione regolare troppo bassi”. Il rappresentante del governo ha quindi illustrato i punti nevralgici della recente circolare emanata in materia. “Si tratta di una direttiva che ha l’ambizione di riformulare la funzione ispettiva, senza mortificarla, ma anzi esaltandola”, ha sottolineato, evidenziando come le leggi promosse in questi anni abbiano dato buoni risultati. “Le norme, però, devono essere meglio applicate. Se Marco Biagi aveva un’ansia, era quella dell’effettività della norma”.

Come fare, allora, per aumentare l’efficacia dei controlli? “Le attività ispettive debbono essere quanto più sinergiche tra di loro”, ha aggiunto il ministro. “Il nucleo dei Carabinieri del ministero, l’Inps, l’INAIL e gli altri enti previdenziali devono avere funzioni quanto più integrate”. Altrettanto strategica è la selezione degli obiettivi: “Serve programmazione, non possiamo agire solo sulla base di impulsi contingenti”. Infine, Sacconi ha sottolineato una delle priorità più importanti da affrontare in questa sfida complessa: “Per quanto riguarda la salute e la sicurezza sul lavoro raccomando agli ispettori di non fare considerazioni formalistiche, ma sostanziali”.

“Dal 2004, anno di approvazione della legge 124, sono cambiate molte cose”, ha sostenuto Paolo Pennesi, direttore generale per l’Attività ispettiva del ministero. “Ora abbiamo 1.300 ispettori in più, entro breve ne avremo altri 250 e ne avremo in più anche all’Inps: quindi la capacità di fare un salto culturale esiste”.

Il direttore generale dell’INAIL, Alberto Cicinelli, ha sottolineato poi il rafforzamento dell’attività ispettiva dell’Istituto. “Abbiamo trasferito a questi incarichi 22 lavoratori che prima svolgevano funzioni amministrative, dopo aver effettuato la necessaria riqualificazione”. Gli ispettori dell’Istituto passeranno, così, da 388 a 700 nel giro di due anni. “Stiamo attuando una revisione del modello organizzativo della vigilanza a livello sia nazionale sia territoriale, con il potenziamento del ruolo delle sedi regionali”, ha aggiunto Cicinelli. “Gli ispettori devono essere sempre più all’altezza del loro compito, capaci di lavorare in rete con l’accesso alle diverse banche dati, sfruttando ogni innovazione tecnologica”.

“Negli ultimi quattro anni sono stati individuati circa 400mila lavoratori totalmente in nero e circa 20mila aziende sommerse”, ha ricordato Vittorio Crecco, direttore generale dell’Inps. “Sono stati più di 430mila i rapporti di lavoro fittizi scoperti in agricoltura, con un risparmio di prestazioni non erogate dall’Istituto per 912 milioni di euro”. Dal 2003 al settembre 2008 l’Inps ha ispezionato un totale di 726mila aziende, individuandone 544mila non in regola.

Per altre informazioni, consultare il sito www.lavoro.gov.it

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