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Giro di vite contro il lavoro sommerso

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Introdotte dal Collegato lavoro, in vigore dal 24 novembre, le misure finalizzate al contrasto del lavoro sommerso comprendono anche una sanzione amministrativa da 1.500 a 12.000 per i datori di lavoro privati per ciascun lavoratore irregolare, con l’aggiunta di 150 euro per ciascuna giornata di lavoro effettivo.

Con la Circolare n.38, il ministero del lavoro e delle politiche sociali è intervenuto a fornire chiarimenti in materia di maxisanzione. Innanzitutto viene ribadita la natura di misura sanzionatoria aggiuntiva della maxisanzione, in quanto questa non sostituisce ma va a sommarsi a quanto già previsto dalla normativa nei casi di irregolare costituzione del rapporto di lavoro (mancata consegna al lavoratore del documento contenente le informazioni  relative alla instaurazione del rapporto di lavoro, omesse registrazioni sul libro unico, ecc).

Il presupposto di individuazione del lavoro sommerso è costituito dall’impiego di lavoratori in assenza di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto di lavoro. Tra le principali novità si segnala anche il diverso ambito di applicazione della maxisanzione, che si riferisce esclusivamente ai “lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro” alle dipendenze di datori di lavoro privati, o anche di enti pubblici economici, con esclusione dei lavoratori domestici.

La sanzione non è dunque applicabile ai rapporti di lavoro instaurati con lavoratori autonomi e parasubordinati, come ad esempio nei casi di collaborazioni coordinate e continuative o a progetto. L’applicazione della maxisanzione assorbe quella di 100 euro relativa al mancato invio della comunicazione di assunzione al centro per l’impiego.

La Circolare conferma la possibilità di regolarizzare il mancato invio della comunicazione al centro per l’impiego, allo scopo di evitare la maxi sanzione, purché preceda il primo accesso ispettivo. Se la regolarizzazione avviene prima della scadenza del primo pagamento contributivo, cioè entro il 16 del mese successivo all’effettivo inizio del rapporto, la maxi sanzione si evita con l’invio della sola comunicazione di assunzione.

Nel caso in cui la regolarizzazione avviene successivamente, la maxi sanzione può essere evitata solo se il datore di lavoro, oltre alla comunicazione al centro per l’impiego, effettua il versamento anche della contribuzione relativa al periodo “scoperto”. Più precisamente, deve denunciare la propria posizione debitoria entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi riferiti al primo periodo di paga e il versamento dei contributi per tutto il periodo di irregolare contribuzione deve essere effettuato entro 30 giorni dalla denuncia.

di O.O.

Circolare n.38 ministero del Lavoro

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