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Gare pubbliche e oneri per la sicurezza: la corretta indicazione

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La massima. Non può essere censurato il comportamento della stazione appaltante che ha aggiudicato la gara ad un’impresa che nell’indicazione degli oneri per la sicurezza non ha tenuto conto dei lavoratori saltuari, ovvero di quelli chiamati a sostituire i lavoratori  “stabili” indicati nell’offerta per la realizzazione dei lavori.

Il caso. Con la sentenza del 27 febbraio 2013 n. 163, il Tar Sardegna affronta la questione relativa alla tassatività delle clausole di esclusione ed alla corretta indicazione degli oneri per la sicurezza nell’offerta, nell’ambito di una gara d’appalto per l’affidamento, mediante cottimo fiduciario, del servizio di pulizia a favore di alcuni edifici comunali.

Il giudizio. Nel caso in esame il Consorzio secondo classificato ha impugnato il provvedimento di aggiudicazione perché:

  • La stazione appaltante non aveva escluso l’impresa aggiudicataria a causa dell’indicazione dei costi del lavoro inferiori agli importi indicati nelle Tabelle del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Sul punto tuttavia i Giudici amministrativi prevedono che i costi medi orari costituiscono un parametro di riferimento dal quale l’impresa può discostarsi offrendo adeguate giustificazioni.
  •  L’amministrazione aggiudicatrice non aveva censurato l’offerta dell’aggiudicataria che, in sede di giustificazioni, ha aumentato il numero dei lavoratori (indicando 11 lavoratori stabili e 9 sostituiti) lasciando invariato l’importo relativo ai costi per la sicurezza.

L’art. 4 del D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 (Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro). La norma, rubricata “Computo dei lavoratori”, stabilisce che ai fini della determinazione del numero dei lavoratori dal quale il decreto fa discendere particolari obblighi, non devono computarsi alcune determinate categorie, ovvero:

  • i lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo determinato, ai sensi dell’articolo 1 del decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368, in sostituzione di altri prestatori di lavoro assenti con diritto alla conservazione del posto di lavoro (lettera d);
  • i lavoratori che svolgono prestazioni occasionali di tipo accessorio ai sensi degli articoli 70, e seguenti, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, nonché prestazioni che esulano dal mercato del lavoro ai sensi dell’articolo 74 del medesimo decreto” (lettera e).

In conclusione. In base alla corretta interpretazione dell’art. 4 sopra citato si evince che “gli oneri a carico dell’impresa relativi alla sicurezza dei lavoratori debbono essere computati con riferimento ai soli lavoratori che operino stabilmente alle dipendenze dell’impresa, non anche con riguardo a coloro i quali siano deputati saltuariamente ad effettuare sostituzioni dei lavoratori assenti.

Ai fini del calcolo degli oneri della sicurezza non devono quindi essere computati quei lavoratori che svolgono attività lavorativa in sostituzione dei lavoratori assenti.

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