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Esposizione dei lavoratori a vibrazioni

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Dal 6 luglio 2010 è entrato in vigore l’obbligo del rispetto dei valori limite di esposizione per le vibrazioni meccaniche (art. 201, D.Lgs. 81/2008) nel caso di attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori anteriormente al 6 luglio 2007 e che non permettono il rispetto dei valori limite di esposizione tenuto conto del progresso tecnico e delle misure organizzative messe in atto (art. 147, D.Lgs. 106/2009, di modifica dell’art. 306, D.Lgs. 81/2008

Al rischio vibrazioni il D.Lgs. 81/2008 dedica il capo III (Protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione a vibrazioni) del Titolo VIII (Agenti fisici). Nelle definizioni (art. 200) le vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio (HAV) sono considerate come le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al sistema mano-braccio nell’uomo, comportano un rischio per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare disturbi vascolari, osteoarticolari, neurologici o muscolari.

Le vibrazioni trasmesse al corpo intero (WBV) sono considerate, sempre nel Testo Unico, come le vibrazioni meccaniche che, se trasmesse al corpo intero, comportano rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, in particolare lombalgie e traumi al rachide. 

L’esposizione alle vibrazioni è stata dimostrata “causa sovraccarico meccanico e muscolare al rachide lombare”. E inoltre che vi è “evidenza epidemiologica di un’associazione tra esposizione cumulativa a WBV e danni al rachide lombare, dopo aggiustamento per altri potenziali fattori di rischio individuali ed ergonomici”. 

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