Emergenza “morti bianche” nel settore edilizio e agricolo | Edilone.it

Emergenza “morti bianche” nel settore edilizio e agricolo

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Se si confrontano le percentuali riguardo alle “morti bianche” nel settore edilizio ed agricolo, ci si rende presto conto che la situazione è ancora davvero drammatica. Parliamo dell’incremento del 26% di incidenti mortali sul lavoro in Italia nell’ultimo anno, confrontato con la riduzione del 25% degli infortuni, obiettivo che l’Unione Europea si è prefissa entro il 2012.

Queste le ragioni per cui il Presidente dell’Osservatorio sul Lavoro Vega Engineering di Mestre, l’ingegner Mauro Rossato, interviene con un comunicato in cui, per l’ennesima volta, lancia un appello a tutti gli addetti ai lavori. L’Osservatorio si occupa da oltre due decenni di formare i lavoratori sul tema sicurezza e questo focus sulla situazione attuale vuol essere un monito, perché si ritiene intollerabile “morire di lavoro”.

Tornando agli inconfutabili numeri: l’agricoltura è il luogo di lavoro maggiormente pericoloso con il 35,4 per cento delle morti bianche registrate nel primo quadrimestre dell’anno, seguita dal settore delle costruzioni (24,1 per cento delle vittime). La caduta dall’alto è la prima causa di morte (27,2 per cento del totale delle morti bianche), seguita dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti (21,5 per cento). Ricordiamo che la caduta dall’alto, tra gennaio e aprile 2010, aveva provocato la morte di 36 lavoratori e quest’anno le vittime sono 43. Un altro dato drammatico che testimonia quanto siano ancora trascurate le misure preventive e di formazione dei lavoratori per i lavori in quota. Risultato: da gennaio ad aprile del 2011 è stato rilevato dall’Osservatorio un incremento dei decessi sul lavoro del 26 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

E’ evidente che l’aumento in percentuale dei decessi, porta con sé dei terribili numeri ‘assoluti’ di nuove vittime. Per la precisione, lo scorso anno le tragedie del lavoro, alla fine del primo quadrimestre, erano 125, quest’anno sono 158.

E’ come se la legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non avesse diritto di cittadinanza nei cantieri.

Un Piano Nazionale della Prevenzione 2010 – 2012 è stato stilato già nel 2010 ed è in esso e nella sua giusta applicazione che l’Osservatorio ripone ancora grandi speranze. Nel Piano sono definiti programmi di informazione, assistenza, formazione e controllo che prevedono tra l’altro la focalizzazione sulle aree di attività lavorativa a maggior rischio a partire da edilizia ed agricoltura.

C.C.

 

 

 

 

 

 

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