CIRCOLARE n. 13/2006Codice di comportamento del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali | Edilone.it

CIRCOLARE n. 13/2006
Codice di comportamento del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

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Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione generale per l’Attività Ispettiva

Codice di comportamento del personale ispettivo del Ministero del lavoro e delle politiche sociali

 

Al fine di assicurare una piena effettività dei principi ispiratori del D.Lgs. n. 124/2004 ed in particolare di realizzare un efficace coordinamento dell’attività ispettiva, sia per i profili di carattere meramente organizzativo che per uniformare l’attività di tutto il personale impegnato nella vigilanza in materia di lavoro e previdenza sociale, questo Ministero, unitamente all’INPS e all’INAIL, ha provveduto ad elaborare un codice comportamento unitario del personale ispettivo, i cui contenuti sono stati condivisi mediante il protocollo d’intesa siglato in data 24 marzo 2006 allegato alla presente circolare.
Tale documento riveste carattere di assoluta novità e di particolare rilievo in quanto, per la prima volta, vengono individuati profili comportamentali omogenei per tutti gli operatori che effettuano attività di verifica in materia di lavoro e previdenza, attraverso una vera e propria procedimentalizzazione dell’attività ispettiva, che sino ad oggi, al di là delle singole disposizioni di carattere legislativo – volte per lo più a disciplinare i poteri e le prerogative degli organi di vigilanza – non aveva trovato un’organica definizione. L’aver disciplinato, sia pur con un atto di natura amministrativa, tale attività appare significativo anche in considerazione della puntualizzazione di aspetti rilevanti che attengono al rapporto fra personale ispettivo, datori di lavoro e professionisti operanti nel settore della consulenza del lavoro, in particolare sotto il profilo delle garanzie procedurali connesse alla vigilanza nei luoghi di lavoro.
Nel sottolineare che le previsioni contenute nel codice di comportamento integrano e specificano quelle contenute nel codice di comportamento dei dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni (D.P.C.M. 28 novembre 2000) va precisato che le stesse operano esclusivamente come disposizioni interne, eventualmente rilevanti sul piano disciplinare, senza che l’eventuale inosservanza delle stesse possa dar luogo a conseguenze di diversa natura sul piano della legittimità dei provvedimenti adottati.
L’imminente incremento dell’organico ispettivo, nonché il nuovo ruolo che lo stesso è chiamato a svolgere nel quadro della razionalizzazione dei servizi di vigilanza, improntati non più solo ad una logica di carattere repressivo e sanzionatorio ma anche promozionale e volta alla composizione dei possibili conflitti fra datori di lavoro e lavoratori, rappresentano ulteriori motivazioni che supportano l’esigenza di adottare tale codice di comportamento, sul quale i dirigenti delle strutture territoriali, previa diffusione capillare, assumeranno le opportune iniziative di carattere informativo, sia interne che rivolte all’utenza, al fine di garantire le migliori condizioni per una più ampia e corretta applicazione dei principi in esso contenuti.

Il Direttore generale
(f.to Mario Notaro)

 

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