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Censis: in Italia si muore 2 volte di più sul lavoro e 8 volte di più sulle strade

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E’ maggiore il numero delle morti sul lavoro o per incidenti sulle strade che quelle causate dalle aggressioni di criminali, il cui numero è in calo rispetto al passato e si attesta fra i più bassi d’Europa. Sembrerebbe questa la vera emergenza in tema di sicurezza, secondo i dati di uno studio del Censis pubblicato lo scorso 5 agosto.

La fotografia scattata dall’Istituto di Ricerca mostra che in Italia gli omicidi continuano a diminuire. “Si muore di più durante le attività ordinarie che non a causa della criminalità o di episodi violenti”, si legge nel comunicato. “I morti sul lavoro sono quasi il doppio degli assassinati, i decessi sulle strade otto volte più degli omicidi”. In particolare, nel 2007 hanno perso la vita 1.170 operai, di cui 609 in infortuni stradali “in itinere”.

Oltre ai 1.170 decessi registrati nel 2007 sul lavoro, che comprendono gli incidenti in itinere, si contano 918 morti in Italia, rispetto ai 678 in Germania, 662 in Spagna, 593 in Francia (in questo caso il confronto è riferito al 2005). I numeri crescono ancora se si considerano le vittime degli incidenti stradali.

Nel 2006 in Italia i decessi sulle strade sono stati 5.669. E anche qui il nostro paese continua nel “primato”: Regno Unito (3.297), Francia (4.709) e Germania (5.091). Emerge, analizzando i dati Censis, che gli altri Paesi hanno fatto meglio sul piano degli interventi tesi a ridurre i decessi sulle strade. Nel 1995 la Germania era negativamente in testa in Europa, con 9.454 morti in incidenti stradali, ridotti a 7.503 già nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. Nel 1995 in Francia i morti sulle strade erano 8.892, ridotti a 8.079 nel 2000, per poi diminuire ancora ai livelli attuali. La riduzione in Italia c’è stata (i morti erano 7.020 nel 1995, 6.649 nel 2000, fino agli attuali 5.669), ma non in maniera così rapida, tanto da diventare il Paese europeo in cui è più rischioso spostarsi sulle strade.

In base ai dati delle fonti ufficiali, nel nostro paese gli assassini sono diminuiti del 36,4% in 11 anni: sono invece passati da 1.042 casi nel 1995 a 818 nel 2000, fino a 663 nel 2006. Una tendenza simile è riscontrabile negli altri principali paesi europei, come Gran Bretagna, Francia e Germania. Seppur in calo, secondo il Censis gli omicidi in questi paesi rimangono infatti più frequenti che in Italia: 879 casi in Francia nel 2006, 727 casi in Germania e 901 casi in Gran Bretagna. Prima in sicurezza la città di Parigi, dove nel 2006 si sono verificati solo 29 omicidi, drasticamente diminuiti dai 102 che c’erano stati nel 1995.

“Gran parte dell’impegno politico degli ultimi mesi è stato assorbito dall’obiettivo di garantire la sicurezza dei cittadini rispetto al rischio di subire crimini violenti”, ha dichiarato nel comunicato il direttore del Censis, Giuseppe Roma. “Tuttavia, se si amplia il concetto di incolumità personale, … risalta in maniera evidente la sfasatura tra pericoli reali e interventi concreti per fronteggiarli”.

Per altre informazioni, consultare il sito http://www.censis.it/

 

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