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Amianto e casi di mesotelioma

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L’entità e le conseguenze dell’impiego dell’amianto e dell’esposizione a questo materiale dei lavoratori italiani impiegati in numerose lavorazioni, sono valutate anche mediante il Registro dei casi accertati di mesotelioma asbesto-correlati (Re.Na.M.), istituito presso l’Ispesl dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 308 del 10 dicembre 2002, Regolamento per il modello e le modalità di tenuta del registro.

Malgrado l’uso dell’amianto sia stato completamente bandito nel 1992, gravano ancora sull’Italia le conseguenze degli elevati livelli di esposizione dovuti all’uso intenso del materiale dal secondo dopoguerra nei settori della produzione industriale di manufatti in cemento-amianto, di manufatti tessili contenenti amianto, della cantieristica navale, della riparazione e demolizione di rotabili ferroviari e dell’edilizia.

Attraverso lo strumento del suddetto Registro s’intende stimare l’incidenza di mesotelioma maligno in Italia, definire le modalità di esposizione, l’impatto e la diffusione della patologia nella popolazione ed identificare sorgenti ancora ignote di contaminazione ambientale da amianto.

L’attività del Re.Na.M ha portato all’elaborazione di due rapporti. Il primo è stato pubblicato nel 2001 e riporta i dati riferiti al periodo di diagnosi 1993-1996; il secondo rapporto è stato edito nell’ottobre del 2006 e contiene le informazioni relative alla casistica con incidenza fino al 2001.

Nel “2° Rapporto” sono rendicontati in maniera esaustiva i dati epidemiologici per i casi di mesotelioma segnalati dalla rete dei Centri Operativi Regionali riguardo all’incidenza, la sopravvivenza e l’esposizione ad amianto.

Per altre informazioni, consultare il sito:
www.ispesl.it/renam/Home.asp

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