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200 milioni per incentivare la sicurezza

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Nel cogliere la ripresa, le imprese devono considerare la prevenzione” riferisce Alessandro Crisci, direttore Inail Emilia-Romagna, intervenendo al convegno organizzato da Confindustria, Cgil, Cisl e Uil per presentare la campagna di sensibilizzazione per la sicurezza sul lavoro e indica quale sarà il contributo di Inail nel diffondere la cultura della prevenzione.

Incentivi alla sicurezza attraverso una diversa articolazione delle percentuali di sconto sui premi assicurativi a carico delle aziende e finanziamenti per la formazione. Sono questi i due interventi che l’Inail mette in campo per favorire la cultura della sicurezza e della prevenzione all’interno delle aziende. Per quanto riguarda gli sconti sui premi, si passerà dagli attuali 5% per le aziende con oltre 500 dipendenti e 10% per quelle con meno di 500 dipendenti a percentuali che vanno dal 7 al 30 per cento.

“Un’azienda con 50 dipendenti – spiega Crisci – potrà ottenere uno sconto del 23% sui premi nel caso attui interventi migliorativi“. La delibera che modifica le percentuali è stata adottata dall’Inail lo scorso aprile ed è in attesa del decreto attuativo, anche se ha già ottenuto il vaglio ministeriale. “Per il 2010 Inail ha stanziato 60 milioni di euro – continua il direttore – a cui vanno ad aggiungersi i 20 milioni di euro messi a disposizione dal ministero del Lavoro”. La differenza rispetto agli anni precedenti è data dal fatto che i bandi sono aperti, non hanno scadenza ed è perciò possibile presentare progetti a getto continuo, e i fondi sono erogati in fondo capitale, quindi a fondo perduto, e coprono fino al 75% degli interventi.

“Sommando i contributi dell’anno in corso con quelli previsti per il 2011 si arriva a un totale di circa 200 milioni di euro – afferma Crisci – : un buon volano per ripartire“. Intervenire sulle aziende non virtuose. È questo l’ulteriore obiettivo che il direttore di Inail Emilia-Romagna ha indicato come prioritario. “Sappiamo che gli infortuni si concentrano nell’8 per cento delle aziende – afferma – mentre il restante 92 per cento non ne ha. Dobbiamo perciò pensare a un intervento finalizzato nelle imprese non virtuose”. Crisci pensa a interventi positivi e non “repressivi” attraverso i quali “avviare progetti per diffondere la cultura della prevenzione e formazione sulla sicurezza”.

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