Sicurezza-città: progettare le case anti-criminalità | Edilone.it

Sicurezza-città: progettare le case anti-criminalità

wpid-Periferia.jpg
image_pdf

In tema di sicurezza nelle città, argomento largamente dibattuto nelle ultime settimane, viene avanzata una metodica alternativa che guarda alla prevenzione della criminalità già in fase di progettazione architettonica, tramite costruzioni tali da consentire una rete di controllo attivata dai cittadini in modo spontaneo, nei quartieri in cui vivono. La proposta proviene dal Laboratorio Qualità Urbana e Sicurezza del Politecnico di Milano, un centro d’eccellenza di livello europeo, che sostiene l ‘idea base secondo cui ‘qualsiasi quartiere alto borghese può diventare pericoloso se non è stato progettato secondo criteri di sicurezza’.

Tali criteri vanno rintracciati – secondo i ricercatori del Politecnico – ad esempio, negli affacci diretti delle case, l’ubicazione dei negozi al piano terra e la presenza delle portinerie dei palazzi. La città di Milano sta andando – sempre secondo i ricercatori del Politecnico – in controtendenza, costruendo condomini lontani dalla strada per lasciare spazi verdi, piani terra sopraelevati, sempre meno portinerie e quartieri senza negozi al dettaglio. Quando in tali luoghi, prima o poi, insorge il degrado e l’insicurezza, questi ultimi, divenendo dominanti, spingeranno gli individui progressivamente a chiudersi nei confronti del territorio, lasciando gli spazi pubblici attorno alle loro case in mano al crimine.

Il legame esistente tra crimine e urbanistica, è stato oggetto di studio a Milano, oltre che del Politecnico, anche del Centro di ricerca Transcrime dell’Università di Trento e della Cattolica, in cui s’insegna a trovare gli strumenti per evitare che i criminali possano agire.

Copyright © - Riproduzione riservata
Sicurezza-città: progettare le case anti-criminalità Edilone.it