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Scoperta nuova lega superelastica per sicurezza antisismica

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Recentemente, un gruppo di ricercatori giapponesi del dipartimento di Scienza dei materiali di Tohoku ha reso noto di aver scoperto una nuova lega superelastica, studiata per le applicazioni di sicurezza sismica.

Le leghe superelastiche, che riescono a mantenere elasticità termica e resistenza meccanica, di solito sono molto costose, una di queste è a base di nickel-titanio ed è stata sviluppata dall’ENEA in Italia per dispositivi antisismici SMAD (Shape Memory Alloy Device) per monumenti ed edifici del patrimonio storico ed artistico.

L’ultima scoperta, avvenuta proprio in Giappone, dove vi è particolare sensibilità al tema sismico a causa degli ultimi tragici avvenimenti, è a base di ferro, che è un materiale non costoso, alluminio, manganese e nickel in piccole quantità. I vari elementi metallici, opportunamente dosati, producono un materiale policristallino, capace di recuperare la sua forma originale, se sottoposta a stress termici in un intervallo di temperature molto ampio, compreso tra -196 °C e +240 °C. Ancora più sorprendente è che tale lega, anche a temperatura ambiente, è in grado di recuperare la sua forma originaria, dopo aver subito forti deformazioni meccaniche, pari a circa il 13% del suo volume, un’elasticità paragonabile a quella della gomma. Altre leghe superelastiche più care sul mercato sopportano deformazioni meccaniche inferiori al 13% e mantengono elasticità termica solo tra i -20 °C e +80 °C.

La nuova lega apre interessantissime prospettive, a costi contenuti applicabili ad una produzione su larga scala industriale.

Alessandro Martelli, presidente dell’ENEA si esprime così riguardo alla nuovissima scoperta: “Con questo nuovo materiale si possono migliorare, in particolare, i sistemi di isolamento sismico e di assorbimento energetico non solo di edifici e infrastrutture civili, ma principalmente di impianti industriali, chimici e petrolchimici a rischio di incidente rilevante, che sono ubicati su aree sismiche e per i quali è richiesta una notevole capacità di dissipazione dell’energia sismica e di ritorno alle condizioni iniziali”. 

C.C.

 

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