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Scia, i pericoli della deregulation edilizia

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La DIA andrà in pensione sostituita dalla SCIA ovvero la Segnalazione certificata di inizio attività, introdotta come emendamento all’art. 49 della manovra. “E’ una deregulation pericolosa, che ostacola una reale e necessaria semplificazione”. Così l’assessore regionale all’urbanistica Anna Marson definisce l’articolo 49 della manovra finanziaria del Governo.

“Anziché semplificare – spiega l’assessore – il nuovo atto contenuto nella manovra Tremonti apre una prospettiva di contenzioso notevole, e costringe le Regioni e gli enti locali a rincorrere affannosamente le cosiddette “innovazioni” che generano solo incertezza, distogliendole dall’applicarsi a introdurre plausibili e effettive semplificazioni, come già previsto dalla Regione Toscana”.

In ambito edilizio con la “Dia” (“Dichiarazione di inizio attività”) è già prevista da tempo una procedura semplificata per gli interventi sul patrimonio esistente, ferma restando l’autorizzazione paesaggistica. Il recente Dl 40/2010 ha ulteriormente semplificato il quadro prevedendo per alcune tipologie d’intervento l’attività edilizia libera o la semplice comunicazione di inizio lavori.

“Tra gli aspetti preoccupanti della Scia c’è il fatto che il controllo può esercitarsi per via ordinaria solo entro 30 giorni (a posteriori rispetto all’inizio dei lavori, che possono essere avviati contestualmente all’invio della segnalazione) e, dopo tale termine, solo in presenza di “danni gravi e irreparabili” al patrimonio “previo motivato accertamento dell’impossibilità di tutelare comunque tali interessi”. Si tratta di un vero colpo di mano rispetto a tutte le procedure e le tutele vigenti che espone alle peggiori azioni speculative il nostro patrimonio territoriale”.

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