San Pietro, 500 anni fa la prima pietra | Edilone.it

San Pietro, 500 anni fa la prima pietra

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Roma, 18 apr- Il 18 aprile 1506, esattamente 500 anni fa, Papa Giulio II, poneva la prima pietra di quella che sarebbe divenuta la monumentale Basilica di San Pietro nella Città del Vaticano. Il Pontefice tramandò ai posteri la memoria di quel giorno scrivendo una lettera a Enrico, re d’Inghilterra. ”Questo giorno che fu il Sabato in Albis, e 18 del presente mese di aprile – scrive Giulio II – andammo in processione al luogo in cui si dovevano collocare le fondamenta della Basilica di San Pietro, Principe degli Apostoli di Roma in Vaticano, avendo benedetto con le nostre stesse mani la prima pietra segnata col segno della croce, la ponemmo in quello stesso luogo; che il Signore e Salvatore Gesù Cristo ci conceda le forze affinché quanto abbiamo cominciato con fervore si possa assolvere e portare a compimento a lode e gloria di Dio”.
Secondo la tradizione la Basilica sorge sulla tomba dell’apostolo Pietro, crocifisso e giustiziato intorno al 60 d.C.. Già nel 315 Costantino, primo Imperatore romano convertito al cristianesimo, aveva fatto costruire sul luogo una chiesa. Dopo più di un millennio l’edificio, nel quale erano presenti anche alcuni affreschi di Giotto, si trovava in una condizione di pesante degrado e Papa Nicola V ne decise un radicale restauro affidato a Leon Battista Alberti e a Bernardo Rossellino. I lavori furono pero’ interrotti alla morte del Pontefice dal suo successore, Papa Giulio II, che varò il progetto per la costruzione di una nuova cattedrale. Nel 1506 d.C. affidò quindi l’incarico al Bramante che trascorse il resto della sua vita smantellando la vecchia Basilica guadagnandosi così il soprannome di ‘Distruttore’. Ma se il progetto sognato dal Bramante consiste nella sovrapposizione di una cupola simile a quella del Pantheon al centro di una chiesa a pianta centrale, con quattro bracci della stessa lunghezza, analoga a una sua opera precedente, è Raffaello a proporre la pianta a forma di Basilica, con una lunga navata centrale tagliata da un transetto a croce latina.
Non solo Bramante e Raffaello. Nei più di cento anni necessari per terminare i lavori, si alternarono alla direzione della ‘Fabbrica di San Pietro’ i più famosi artisti dell’epoca. Tra questi Michelangelo, che, sotto il pontificato di Paolo III, disegnò la cupola di cui seguì personalmente la realizzazione fino alla sua morte avvenuta nel 1564 d.C. L’opera fu portata a termina nel 1588 da Giacomo della Porta e Domenico Fontana, mentre il Vignola aggiunse le due cupole laterali con funzione semplicemente decorativa. L’attuale aspetto dell’edificio si deve all’intervento di Carlo Maderno, che definì la facciata caratterizzandola con la scalinata, le colonne affioranti nelle murature, le finestre con la loggia delle benedizioni al centro ed in alto le tredici statue di Gesù, Giovanni Battista e gli apostoli.
I lavori sulla basilica si conclusero sotto il pontificato di Urbano VIII nel 1626 d.C., ma solamente fra il 1655 d.C. ed il 1667d.C. per volere di Alessandro VII, Bernini progettò e realizzò il grande portico a colonnato di Piazza San Pietro e pose al centro l’obelisco del I secolo a.C. proveniente da Eliopoli. Di Bernini anche il baldacchino posto sotto la cupola e sostenuto da colonne a spirale alte 20 metri.
La Basilica di San Pietro, oggi in grado di accogliere 20000 fedeli, è alta 132,5 metri e lunga 186, per una superficie complessiva che raggiunge i 22.067 metri quadri. L’interno è suddiviso in tre navate i cui soffitti raggiungono quasi i 44 metri. Imponente la struttura della cupola: la calotta è a doppio guscio, divisa da nervature in sedici spicchi. All’interno è alta circa 120 metri, mentre raggiunge i 136 sulla lanterna esterna. Al di sotto della chiesa si trovano le tombe di numerosi papi, mentre gli interni sono caratterizzati da 10mila metri quadri di decorazioni a mosaico e altre numerose opere d’arte come la statua della Pietà di Michelangelo.

(Fonte IGN -Adnkronos)

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