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Ritardi sui chiarimenti della "Scia"

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Scia, ovvero “Segnalazione certificata inizio attività” sarà la nuova autocertificazione che dovrebbe prendere il posto della Dia, ma sono ancora abbondanti i quesiti che i Comuni hanno e stanno rivolgendo in questi giorni al Governo e ai ministeri della Pubblica amministrazione e della Semplificazione.

I dubbi principali sono soprattutto sull’interrogativo se la Scia si applichi o meno all’edilizia, se la super-Dia, alternativa al permesso di costruire, sia sostituita da una super-Scia, e infine quale disciplina vada applicata agli immobili vincolati. Giuseppe Chiné, il capo dell’ufficio legislativo del ministero della Semplificazione, ha confermato che stanno lavorando per rispondere quanto prima a ogni quesito posto in queste settimane. “Daremo risposta a questi quesiti, questo è sicuro, dovremo però definire nei giorni prossimi le modalità”, ha spiegato Chiné. Sulla questione se la Scia si applica o no all’edilizia, il capo dell’ufficio legislativo di Calderoli fornisce già una prima risposta: “la soluzione interpretativa prevalente è che si applichi, escluso per gli interventi soggetti a permesso di costruire”. Sul tema è attesa una circolare esplicativa, ma che il Governo intenda davvero emanarla non è più sicuro. “Che la circolare venga fatta confesso che non è più certo”, continua Chiné, “La competenza sul tema è del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, oltreché di Calderoli, e il concerto tra i ministri richiederà più tempo e anche la volontà di fare la circolare”.

Per il momento dunque i Comuni italiani si stanno comportando in maniera differente in materia. Alcuni Comuni come Milano, Brescia, Napoli e Bari ritengono applicabile la Scia e non accettano più la Dia; al contrario Roma e Firenze non accettano la nuova autocertificazione perché non la ritengono applicabile all’edilizia. In diversi altri Comuni – come Torino, Genova, Bologna, Modena, Verona, Perugia – sono ammesse sia la Scia che la Dia, mentre le Regioni a statuto speciale si ritengono escluse dall’applicazione della Scia, per via della loro autonomia normativa.

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