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Rifiuti e Bonifiche, Italia inadempiente per la Via di inceneritori e impianti di recupero

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La Corte di giustizia europea ha accolto il ricorso della Commissione europea contro l’Italia per violazione della direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dell’impatto ambientale (Via) per alcuni progetti pubblici e privati.
L’Italia ha violato la direttiva europea in materia, con normative che non prevedono la Via per attività comprese nell’allegato I (progetti con un impatto ambientale importante per natura, dimensioni o ubicazione) ed ha utilizzato criteri inadeguati per stabilire se un´attività possa essere esentata da valutazione secondo l’allegato II.

All’Italia, in particolare, vengono contestate due violazioni.
L´inceneritore di Massafra (Ta) che produce energia elettrica ad a combustione di biomassa e di combustibile derivato da rifiuti, che anche se compreso nell’allegato I della direttiva 85/337 non è stato sottoposto alla Via.

L´avvocato generale della Corte europea, anche per gli impianti di recupero sottoposti a procedura semplificata, rileva che esistono due categorie di autorizzazioni: «l´autorizzazione di funzionamento e quella alla realizzazione del progetto. La procedura semplificata rende superflua la prima ma non la seconda».

Quindi l’impianto nel quale viene effettuata un’attività definita come “ambientalmente” vantaggiosa «non è escluso dalla verifica se, per le sue dimensioni o la sua ubicazione, può influire negativamente sull´ambiente».

Oltretutto, l’Italia non ha rispettato una delle condizioni per il ricorso alla procedura semplificata, non stabilendo le quantità massime di rifiuti oggetto di procedura semplificata.

Fonte greenreport

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