Un sistema radiante per il recupero del Monastero di Santa Monica a Cremona | Edilone.it

Un sistema radiante per il recupero del Monastero di Santa Monica a Cremona

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Costruito a partire dal 1455 ma istituito nel 1471, il Monastero di Santa Monica a Cremona rappresenta uno dei molti tesori storico-religiosi del territorio lombardo. Già diversi anni fa la Provincia, proprietaria dell’intero compendio immobiliare in cui è inserito il monastero, che comprende l’ex Casterma Goito e i Magazzini Carri, aveva annunciato l’intenzione di riqualificare l’intera area. Il risultato finale dei lavori, avviati nel 2012, sarà la riconversione d’uso dei fabbricati come uffici amministrativi e di funzione pubblica, oltre a diventare sede stessa della Provincia.

In merito alla progettazione dell’intervento, la particolare natura storico-artistica dell’edificio ha richiesto alcune accortezze speciali. In questo articolo si vuole porre l’accento sull’installazione del sistema di raffrescamento e riscaldamento, elemento delicato poiché nel monastero non ci sono le condizioni ottimali per la posa dei pannelli isolanti ‘tradizionali’ (pareti intonacate, perpendicolari tra loro e assenza di ingombri). La soluzione adottata del sistema radiante a pavimento Loex (Home X17) ha visto il coinvolgimento dell’azienda Ds Electra Impianti di Brescia, dello studio di progettazione Studio Isoclima di Maffezzoli Stefano, con la direzione lavori a cura dell’Arch. Masotti. Il sistema utilizzato ha semplificato notevolmente la posa, grazie ai pannelli piani utilizzati per isolare termicamente. Inoltre, l’impiego della rete metallica zincata con piedino ha permesso di evitare con estrema flessibilità ostacoli a pavimento quali colonne o torrette elettriche, semplificando e velocizzando le fasi di installazione.

La rete metallica zincata, insieme alle clips di fissaggio, garantisce la corretta e vincolata posa delle tubazioni. Il piedino rialzato che solleva la tubazione rispetto all’isolamento permette inoltre di evitare i punti di contatto. In questo modo la tubazione viene completamente avvolta dal massetto per una maggiore superficie di scambio. Il risultato finale è una temperatura dell’acqua di alimentazione minore a parità di resa termica.

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