Un restauro "antisismico" per le arche scaligere | Edilone.it

Un restauro "antisismico" per le arche scaligere

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Il delicato restauro della tomba di Can Francesco detto Cansignorio, il penultimo dei Signori Scaligeri, è terminato. Realizzata intorno al 1375, si staglia con le sue arche vero l’alto e con una cuspide, sormontata dalla statua equestre del figlio di Mastino. Tra pochi giorni verranno tolte le impalcature che per ben sei anni hanno permesso all’equipe di restauratori, ingegneri, architetti, chimici, di ripristinare il monumento degradato. Il cimitero monumentale degli Scaligeri che, pur avendo governato poco più di cent’anni (di fatto dal 1260 al 1387), caratterizzarono l’immagine della città e del territorio.

Presenti il Sovrintendente Andrea Alberti, la direttrice dei lavori Gianna Gaudini e il progettista Claudio Modena. Il restauro, iniziato nel 2004 ed ora in fase conclusiva, è stato eseguito dalla Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici in collaborazione con il Comune di Verona. «È stato un lavoro impegnativo che ha richiesto parecchio tempo e tecnologie avanzate quali radiografie ed esami con ultrasuoni», commenta la direttrice dei lavori Gianna Gaudini. Il laser ha permesso di rimuovere i segni del tempo senza portarsi via i pigmenti e le particelle d’oro che adornano le statue.

Ma c’è di più. Oggi, nei restauri, entrano in gioco tecniche di telemetria laser e fotogrammetria digitale che permettono di realizzare un modello strutturale utile ai calcoli di consolidamento. In altre parole, è possibile riprodurre digitalmente il monumento oggetto di restauro e utilizzarlo come «campo prova» degli effetti degli interventi. E prevenire anche i possibili danni in caso di terremoto, dice il progettista Claudio Modena. L’Arca, infatti, è dotata di un impianto antisismico e di un macchinario in grado di monitorare costantemente vibrazioni e movimenti.

Anche le antiestetiche punte anti-piccione sono state sostituite da un più moderno sistema con corrente elettrica a bassa intensità: lungo tutto il profilo del monumento corre un filo, invisibile dal basso, che, se sfiorato, rilascia leggere scosse. È lo stesso metodo salva-duomo di Milano. Il tutto è costato, al ministero per i Beni e le attività culturali, un milione di euro.

L’apertura al pubblico prevista per maggio.

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