Un portone-vetrina per il recupero di Palazzo Paravia (To) | Edilone.it

Un portone-vetrina per il recupero di Palazzo Paravia (To)

wpid-15828_PalazzoParavia.jpg
image_pdf

Restaurato Palazzo Paravia, palazzo di epoca risorgimentale situato in una zona al centro della trasformazione della città di Torino. Costruito nel 1864 dalla Italian Building Society e originariamente destinato ad accogliere le attività amministrative del neonato Regno d’Italia, Palazzo Paravia prese il nome dell’omonimo editore che lo acquistò successivamente. Come gli altri edifici sorti con il medesimo fine in Piazza Statuto, nel centro storico di Torino, anche Palazzo Paravia ha dovuto attendere la realizzazione delle opere connesse alle Olimpiadi Invernali per godere di un intervento di riqualificazione urbanistica degli spazi pubblici circostanti capace di equilibrarne la qualità architettonica, improntata a un sobrio neoclassico inglese.

Da circa sei anni, l’edificio è interessato da un progetto di restauro conservativo estremamente attento ai caratteri filologici, opera degli architetti Ornella Bordoni e Silvano Tarable, una coppia nella professione e nella vita privata. La loro attività consiste proprio nell’acquisizione e nella ristrutturazione di immobili d’epoca destinati ad essere reimmessi sul mercato.

Grazie alla costruzione della nuova Stazione Porta Susa della linea ferroviaria ad alta velocità, la zona di localizzazione diventerà nodale per l’intera città. Residenza, uffici e negozi di pregio occuperanno il palazzo, al quale è stato annesso anche il cortile retrostante, originariamente di pertinenza dell’edificio limitrofo, progettato da Gabetti e Isola, che accoglie un parcheggio automatizzato interrato da 63 posti auto, accessibile attraverso un montavetture elettromeccanico.

Il progetto è stato curato personalmente dagli architetti Ornella Bordoni e Silvano Tarable anche in fase di realizzazione, i quali si sono rivolti a imprese e artigiani di provata esperienza e professionalità, prestando particolare attenzione a rispettare l’esistente e a minimizzare qualsiasi nuovo inserimento. L’installazione di una chiusura dell’androne dedicato all’uscita degli automezzi ha contribuito a valorizzare l’intervento. Nel cortile interno, sono state enfatizzate alcune curiose preesistenze – il dipinto di una garitta con carabiniere in uniforme d’epoca – mediante una pavimentazione obliqua in pietra, con finiture a spacco e a spazzola a fasce alternate. Per rendere visibile dall’esterno il cortile, è stato installato un portone con ampie parti trasparenti, prodotto da Hörmann. Si tratta di un portone sezionale caratterizzato da sottili telai in alluminio ad andamento orizzontale – le cui dimensioni rispettano gli allineamenti della facciata – e a specchiatura panoramica, che, con tutte le caratteristiche di una vetrina, crea un’interessante gioco percettivo fra i prospetti massivi, in bugnato per Palazzo Paravia e in mattoni per l’edificio di Gabetti e Isola, e il retrostante cortile interno, che entra così a far parte del rinnovato spazio pubblico antistante.

Copyright © - Riproduzione riservata
Un portone-vetrina per il recupero di Palazzo Paravia (To) Edilone.it