Tecniche di restauro architettonico: Carbonara protagonista a Mestre | Edilone.it

Tecniche di restauro architettonico: Carbonara protagonista a Mestre

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Quali sono le tecniche più adeguate per condurre un intervento di restauro architettonico? Quali i metodi con cui operare e come raggiungere il rapporto ottimale tra conservazione e innovazione? Impossibile ridurre l’attualità di questi interrogativi ad un’unica risposta: il dibattito è oggetto di costante aggiornamento e approfondimento, sia per l’edificio storico che per la fabbrica contemporanea.

Uno spunto concreto può però derivare da casi studio esemplari, analizzati e commentati da esperti di livello nazionale: giovedì 6 novembre 2014 si terrà a Mestre, presso l’Nh Laguna Palace Hotel, un convegno sul tema “Metodi e tecniche di restauro architettonico” promosso da Wolters Kluwer Italia con il brand Utet Scienze Tecniche, in collaborazione con gli Ordini provinciali degli architetti di Venezia, Treviso e Pordenone.

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Abbiamo chiesto agli esperti che interverranno al convegno di tracciare le linee guida indispensabili per professionisti del settore, attraverso alcune parole chiave.

Per Francesco Doglioni, docente presso lo Iuav di Venezia, il metodo da cui partire è un’approfondita ed efficace conoscenza della fabbrica: “È sulla base di questa mappatura”, sostiene Doglioni, “la quale non concerne solo una mappatura tecnica, bensì una ricognizione del significato, degli elementi di forza e di debolezza della storia stratificata, che si può pensare di intervenire sull’edificio per valorizzarne il carattere complessivo. Purtroppo questo sforzo spesso non viene riconosciuto dal punto di vista professionale, perché il fatto di compiere saggi e ricerche storiche è considerato quasi un adempimento formale e non la base sostanziale che guida l’agire. Questo passaggio andrebbe, al contrario, incentivato, giacché la conoscenza diventa la guida per evitare i danni, per valorizzare la fabbrica e al tempo stesso per garantirle le dotazioni che le permetteranno di sopravvivere, di essere utilizzata. È un dovere etico prima di tutto ed è un grande sforzo tecnico”.

Anche Eugenio Vassallo (docente presso lo Iuav di Venezia) pone al centro dell’attenzione del professionista l’architettura costruita in quanto corpo materiale, prediligendo però a letture e ricerche bibliografichelo studio diretto sul campo, poiché “il vero documento è il monumento stesso. Bisogna saper leggere l’architettura.” prosegue Vassallo “Bruno Zevi anni fa scrisse un volume che segnò molte generazioni: Saper vedere l’architettura. Ecco; bisogna tornare a quello. Saperla leggere nell’articolazione spaziale, figurativa e materiale. Altro passaggio è poi saperla interpretare in maniera tale che con attenzione e semplicità si possano individuare gli interventi da proporre affinché essa continui a vivere; tali edifici devono essere utilizzati, non sfruttati”.

Altro tema fondamentale è il rapporto tra tecniche impiantistiche e conservazione all’interno del quale Giovanni Carbonara (direttore del Trattato di restauro architettonico, già docente all’Università La Sapienza di Roma) giudica prioritaria la manutenzione programmata: “Gli impianti sono una novità se rapportati alla tutela dei monumenti antichi e possono essere invasivi. Richiedono una grande capacità progettuale e una grande flessibilità, il saper adattare alla realtà storica del monumento le soluzioni che si vogliono scegliere. Un altro problema è quello di cercare di spostare, per quanto possibile, l’asse d’attenzione dal restauro alla manutenzione o alla conservazione programmata. Quindi bisogna preoccuparsi di una buona cura quotidiana dei monumenti: una medicina preventiva per evitare poi la pesantezza dell’intervento chirurgico”. Né secondo Carbonara deve essere trascurato il tema dell’architettura contemporanea come oggetto di restauro: “I principi e i concetti sono gli stessi”, sottolinea Carbonara, “cambiano ovviamente le tecniche”.

Infine per Francesco Scoppola (Direttore regionale Beni culturali e paesaggistici dell’Umbria) il rapporto tra conservazione e innovazionedeve smettere di essere una lotta o un’alternativa. Non è un aut aut; è un et et. L’innovazione e tutta la storia della scienza e della tecnica sono basate sul metodo empirico. Per fare passi avanti è necessaria l’esperienza; e senza memoria l’esperienza non c’è.Innovazione e conservazione sono due facce della stessa medaglia. Dovremmo cercare di affrontare il tema considerandole congiunte e inscindibili. Se la conservazione è fatta bene aiuta l’innovazione, se l’innovazione è fatta bene si poggia sulla conservazione e sulla conoscenza dei modelli del passato”.

Tra i relatori dell’evento, si segnalano anche Lorenzo Lazzarini, docente presso l’Università Iuav di Venezia e autore di “Il restauro della pietra” (Wolters Kluwer Italia), con un intervento dedicato al tema del consolidamento di pietre molto deteriorate con resina epossodica cicloalifatica, e Renata Codello, soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e Laguna. Modera Carlo Olivero, publishing manager per Wolters Kluwer Italia.

Per l’evento sono stati richiesti 6 crediti formativi validi per l’aggiornamento professionale al Consiglio nazionale degli architetti p.p.c. 

La quota d’iscrizione all’evento comprende i volumi: “Atlante del restauro architettonico” (G. Carbonara) e “Tecniche di restauro” (S. F. Musso, con Dvd allegato).

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Riferimenti Editoriali


Tecniche di restauro

Composta da un volume e da una banca dati su Dvd, l’opera aggiorna le schede operative dell’opera “Tecniche di restauro” proponendosi come nuova guida per la consultazione e l’applicazione delle tecniche di restauro.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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Riferimenti Editoriali


Atlante del restauro architettonico

Oltre 500 schede tecniche (con dettagli, dati e informazioni, casi di studio) e circa 35 progetti italiani e internazionali, completi di particolari costruttivi, per un’opera dall’approccio tecnico-scientifico, ricca di informazioni pratiche, derivanti dall’esperienza dei professionisti coinvolti.

Autore:   •   Editore: Utet Scienze Tecniche   •   Anno:

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L’autore


Veronica Rodenigo

Si è laureata in Lettere Moderne (indirizzo storico-artistico) all’Università degli Studi di Trieste con una tesi di ricerca in Storia medievale. Dopo un master annuale in Art and Culture Management al Mart di Rovereto ha svolto uno stage nella redazione del “Giornale dell’Arte” alternando, successivamente, didattica e collaborazioni editoriali ad attività di comunicazione e ufficio stampa. Dal 2008 al 2009 ha lavorato come redattore interno presso il “Giornale dell’Architettura” e sino al 2014 ha collaborato con il gruppo Post Editori (Padova) per la sezione Cultura&Territorio. Attualmente svolge attività giornalistica come freelance occupandosi di temi artistico-culturali. È corrispondente dal Triveneto per il “Giornale dell’Arte”.

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