Teatro Galli, ecco il progetto della ricostruzione | Edilone.it

Teatro Galli, ecco il progetto della ricostruzione

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Si è stabilito di procedere alla ricostruzione del teatro “Amintore Galli” secondo il progetto di restituzione filologica e tipologica redatto nel 2004 dalla Soprintendenza Regionale per i Beni e le attività culturali dell’Emilia-Romagna  

Per garantire la funzionalità della macchina teatrale secondo le moderne esigenze, i tecnici del Comune di Rimini, che hanno condotto il progetto di recupero, hanno condotto studi e raffronti con i progetti di ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia e del Petruzzelli di Bari, definendo così i servizi necessari al teatro della città di Rimini. E rispetto a quanto previsto nel progetto redatto dalla Soprintendenza è stata rilevata l’esigenza di aumentare gli spazi per depositi, camerini, locali di servizio, locali tecnici per gli impianti elettrici e meccanici; migliorare la logistica e la movimentazione dei materiali durante le fasi di allestimento e disallestimento, con forte riduzione dei tempi di lavoro; isolare acusticamente le centrali tecnologiche. 

La soluzione individuata è intervenire nella parte di struttura destinata a palcoscenico, realizzando oltre al sottolivello di palcoscenico già previsto progettualmente, anche altri due livelli. Si ottengono così altri 1000 metri quadri circa di locali a disposizione delle attività per il miglioramento funzionale del teatro.

Due locali ad uso guardaroba in posizione simmetrica, nelle immediate vicinanze delle aperture laterali, porteranno a privilegiare l’accesso alla sala lungo i lati del muro di chiusura, permettendo così di poter utilizzare, nel rispetto delle condizioni di sicurezza, l’apertura centrale come sala regia con la collocazione di mixer o altra tecnologia per la gestione degli spettacoli. 

Nessun innalzamento per la torre scenica: sarà mantenuto il volume originale del progetto polettiano grazie ad una struttura portante lignea della copertura e a una macchina di scena di dimensioni variate rispetto a quella proposta dal progetto della Soprintendenza Regionale. 

Il gruppo di architetti e tecnici comunali ha inoltre progettato, per quanto riguarda la fossa dell’orchestra, piattaforme mobili per ottenere le tre configurazioni possibili di orchestra: 48-80-100 musicisti. Le piattaforme potranno elevarsi sino a quota scenica e costituire cosi una scena centrale, con spettatori anche sul palcoscenico. Una soluzione particolarmente adatta, ad esempio, al teatro sperimentale. 

Il capitolo costi dell’intervento prevede un massimo di 29,7 milioni di euro. Per l’appalto se ne vanno circa 23 milioni e 100 mila euro, il resto è accantonato come vuole la legge. Tra i vari capitoli di finanziamento (i contributi Por-Fesr 2007-2013 per il restauro del foyer sono di 4,8 milioni di euro) tiene banco la quota dei privati, con la Fondazione Carim che ne copre una decina.

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