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Team italiano per i restauri della Basilica di Betlemme

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La Chiesa della Natività di Betlemme, risalente al IV° secolo d.C. e luogo simbolo della nascita di Gesù, sarà sottoposta a importanti interventi di restauro guidati da un team di specialisti che vede in prima fila l’Italia.

Il gruppo di lavoro sarà coordinato dal professor Claudio Alessandri dell’Università di Ferrara insieme al Consorzio Ferrara Ricerche e all’Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Invalsa-Cnr). L’intervento prende il via anche grazie a un rapporto dell’Unesco secondo cui il grave deterioramento della copertura mette a rischio i dipinti e gli ambienti interni della Basilica. Lo stato di generale abbandono del Tempio e i gravi segni del tempo sono sotto gli occhi dei numerosissimi pellegrini che ogni anno visitano la Terra Santa, e si vedono ad esempio nelle visibili colature di acqua che corrono lungo i muri, chiaro segno delle carenze di tenuta del tetto nei confronti delle acque meteoriche.

Inizieranno quindi le analisi, mai compiute fino ad ora, sulla copertura e sulle strutture lignee presenti. Già dai primi sopralluoghi effettuati è emerso che, con molta probabilità, l’aspetto attuale della struttura di copertura differisca e non corrisponda a quello originario. “I numerosi campioni prelevati per lo svolgimento dell’indagine dendrocronologica”, ha spiegato Nicola Macchioni, ricercatore dell’Ivalsa-Cnr “consentiranno di collocare temporalmente gli eventuali interventi di restauro e manutenzione che si sono susseguiti nei secoli, come quello, riportato da documenti storici, relativo a un invio di legname nel 1479 da parte della Repubblica di Venezia, dietro richiesta dei frati francescani, per il rifacimento della copertura. Durante i sondaggi abbiamo avuto modo di rilevare anche lo stato di conservazione delle finestre della navata principale e dei transetti, oltre che delle porte presenti all’interno del tempio, tra le quali ha grande importanza storica quella che immette all’interno dell’edificio dal nartece e le due che consentono l’accesso alla grotta della natività”, conclude Macchioni.

I rilievi e le operazioni di analisi strutturale e dei materiali verranno analizzati nei laboratori Ivalsa-Cnr di Sesto Fiorentino (FI) e di San Michele all’Adige (TN), dopodichè confluiranno in un rapporto che fornirà la base per il progetto dettagliato di restauro mirato alla copertura della Chiesa della Natività.

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