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Subappalti edili e reverse charge

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Dal 12 ottobre 2006, in applicazione alla direttiva n. 2006/69/CE, l’art. 35, comma 5, D.L. n. 223/2006, che ha introdotto il meccanismo del “reverse charge” per le prestazioni di servizi, comprese quelle di manodopera rese nel settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti di imprese che svolgono attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, l’inversione contabile (reverse charge) è diventata automaticamente applicabile.

I soggetti IVA interessati sono pertanto tenuti ad applicarlo alle operazioni effettuate: lo precisano il Dipartimento per le Politiche Fiscali e l’Agenzia delle Entrate, con il Comunicato ministeriale del 6 ottobre 2006.

In sintesi, a partire dal 12 ottobre 2006, l’applicazione del meccanismo del reverse charge prevede che:
– il subappaltatore fatturi i lavori all’appaltatore senza addebito dell’IVA e con l’indicazione della norma che lo esenta dall’applicazione dell’imposta;
– l’appaltatore integri la fattura ricevuta, con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta dovuta, con i connessi obblighi formali di registrazione della stessa, da effettuare sia nel registro delle fatture emesse (di cui all’art.23 del DPR 633/1972), sia in quello degli acquisti (di cui all’art.25 del citato DPR 633/1972).

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