Stop al Piano Casa in Sicilia: può innescare un’edificazione selvaggia | Edilone.it

Stop al Piano Casa in Sicilia: può innescare un’edificazione selvaggia

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“In Sicilia, soprattutto a Messina, ha dichiarato Lombardo in un’intervista, ci sono territori in cui l’equilibrio idrogeologico è fragilissimo. Non è possibile pensare di riedificare con il 30%, quindi il ddl va rivisto”. Il Piano casa dovrebbe essere esaminato oggi dalla commissione Ambiente dell’Ars.

Il testo verrà ritirato ed essere riportato in giunta per le necessarie modifiche, oppure riscritto e portato direttamente in Commissione attraverso un maxi emendamento. Lo stop al piano casa sarebbe “un errore che porterebbe indietro, in Sicilia, l’orologio della crisi”. A dirlo sono Cisl e Filca siciliane, la federazione cislina delle costruzioni, che invitano governo e Ars a dare il via, entro novembre, a un “piano casa antiabusivi e antisanatorie”.

Questo sarebbe un messaggio lanciato “agli speculatori di ogni sorta” e ne deriverebbe “una vigorosa spinta all’economia dell’Isola”, in ginocchio. Cisl e Filca propongono una “corsia preferenziale” a palazzo dei Normanni e chiedono la “tempestiva convocazione” dei sindacati ad opera della commissione parlamentare competente e dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Nino Bennati.

Da un anno il settore siciliano delle costruzioni ha perduto 28 mila unità di cui 26 mila uomini e duemila donne. Rosso segna anche il saldo natalità-mortalità, delle imprese del settore: +56 nel 2007; -637 nel 2008 e un ulteriore -118 nei primi nove mesi del 2009. Inoltre nella regione, nel periodo gennaio-agosto 2009 rispetto allo stesso periodo di un anno fa, le ore di cassa integrazione sono lievitate, di oltre 4,2 milioni quelle ordinarie (da 2.657.640 a 6.896.740), di 486 mila quelle straordinarie (da 2.112.819 a 2.598.590).

“Ci sono voluti il disastro di Messina e decine di morti per rendere il governo regionale consapevole del fatto che il suo disegno di legge sul piano casa può innescare una nuova stagione di edificazione selvaggia e di aggressione al territorio. La tardiva marcia indietro di Lombardo sarà utile solo se si cambierà il provvedimento nel suo complesso”, commenta Bernardo Mattarella, deputato regionale.

“Non è possibile, conclude Mattarella, immaginare premi di cubatura così elevati, come previsto dal governo, addirittura nelle zone vincolate e nei centri storici, che costituiscono uno dei patrimoni più importanti della Sicilia, e configurare deroghe generalizzate alle norme dei piani regolatori”.

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