Sigilli di rame per il recupero del Duomo di Parma | Edilone.it

Sigilli di rame per il recupero del Duomo di Parma

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I lavori di restauro della cuspide del Duomo di Parma promossi dalla Fabbriceria del Duomo e iniziati a fine estate del 2010 sono stati condotti dall’equipe guidata dall’architetto Sauro Rossi, progettista e direttore dei lavori, dalla ditta Arché Restauri, con la sinergia dell’Università di Parma  – facoltà di Ingegneria e Architettura, e Chimica  –  per le competenze specialistiche in ambito ingegneristico, strutturale, chimico e materico, e dell’Università di Ferrara per quelle metallurgiche.

E’ stato un grande impegno di natura filologica sulla struttura originaria tardoduecentesca, costituita da pietre originali su cui intervenire singolarmente, recuperandole, integrandole o sostituendole con conci realizzati su misura – ha commentato l’architetto Luciano Serchia, Soprintendente per il Patrimonio architettonico e paesaggistico di Parma e Piacenza.

L’obiettivo del restauro è quello di riportare la struttura a un aspetto molto simile a quello originario, fatta eccezione per il colore: vi è infatti una copertura di rame di fine ‘500 con i suoi ordini di laterizi a vista. L’orine del restauro infatti risiede nel fulmine che il 22 ottobre del 2009 ha incendiato il campanile del Duomo lasciano i segni più evidenti, oltre allo strato di rame, sul basamento dell’Angelo e sul globo su cui poggia, che insieme compongono una struttura di altri 12 metri dalla fine della cuspide.

Sei i restauratori all’opera, che lavorano ogni giorno a 70 metri da terra, tempo e vento permettendo, risanano i mattoni fratturati con i frammenti ritrovati attorno, come in “un grande puzzle”. Dove invece si sono create crepe e buchi, si interviene con le nuove pietre, fatte fare apposta da una fornace di Mantova. Sono più di mille i nuovi laterizi inseriti nella struttura della cuspide. Si notano a vista d’occhio: sono chiari e puliti, e trovano posto vicino ai loro “colleghi” originali con la testa in maiolica bianca e nera, a fasce alternate, alcuni ancora in ottime condizioni. Ogni tanto si vede anche qualche pietra verde, segno di un ulteriore intervento medievale. La struttura restaurata verrà poi ricoperta da un nuovo rivestimento a lastre di rame, visto che l’ultimo è andato danneggiato dall’incendio.

Cinquecentomila euro è l’ammontare del costo dell’intervento di restauro della cuspide, coperti per l’80% dall’assicurazione, e per il 20% grazie al contributo di diversi soggetti tra cui il Comune di Parma, che si è incaricato di installare il sistema di ponteggi speciali. Per il solo campanile invece seicentocinquantamila euro stimati, ancora da ricercare.

Nel tentativo di coinvolgimento dei cittadini nel partecipare alle spese di restauro della loro cattedrale, la Fabbriceria ha ideato un metodo innovativo: dal rame che copriva la cuspide, recuperato e ripulito, sono stati ricavati 5mila piccoli sigilli con sopra incisa la data dell’incendio e il logo della Fabbriceria. I pezzi sono distribuiti all’interno del Duomo e del Museo Diocesano, e posso essere acquistati con un’offerta minima di 5 euro. “I parmigiani dovrebbero contribuire a questi lavori  –  si augura Gualtiero Savazzini, presidente della Fabbriceria del Duomo  –  perché riguardano la chiesa madre della città, il patrimonio di tutti i cittadini, credenti o meno”. Poi aggiunge: “Tanti soldi sono stati spesi per nuove costruzioni, ma questo non deve ridurre l’importanza da dare al nostro patrimonio storico”.

Si prevede che il restauro possa finire quest’autunno, o certamente prima del nuovo anno.

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