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Roma: recupero dei forti militari

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Un’iniziativa pilota di promozione di restauro interessa alcuni forti militari dismessi. Il particolare campo d’intervento è già stato sperimentato in altre città europee dove è facile trovare residenze per artisti e centri culturali all’interno di ex caserme e antiche strutture militari. Sulla scia di queste esperienze, si è costituita a Roma, presso il centro sociale Rialto Sant’Ambrogio, l’associazione culturale CampotrinceratoRoma col fine di riportare l’attenzione sul sistema dei quindici forti militari dismessi che cingono la capitale, da Forte Bravetta a Forte Portuense, e di proporre un programma di restauro e recupero a fini sociali e culturali di questi luoghi.

I 15 Forti o ex-Forti militari che cingono la città di Roma, oggi inclusi nel tessuto urbano, sono stati eretti nella seconda metà del secolo scorso per costituire un sistema difensivo e una cintura protettiva alla nuova capitale del Regno. Nonostante l’impegno di lavoro e di risorse che la loro costruzione comportò, le strutture furono sottoutilizzate e poi abbandonate.
Nel dicembre 1976 il sindaco Argan ha chiesto al ministro delle Finanze la cessione delle aree degli ex Forti militari per adibirli a verde pubblico e a servizi di quartiere. Da qui una serie di alterne vicende e contenziosi tra i vari enti amministrativi con periodiche occupazioni dei cittadini, nel caso, per esempio del Forte Prenestino, una struttura enorme di circa 13 ettari composta da molte stanze e di grandi spazi verdi, vero patrimonio pubblico.

L’associazione CampotrinceratoRoma, presieduta da Luigi Tamborrino, annovera tra i suoi membri molti studiosi ed architetti romani.

Per informazioni, consultare il sito:
http://www.campotrinceratoroma.it

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