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Ritorna l’intervento del professionista nella manutenzione straordinaria

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Sarà di nuovo obbligatorio, per la manutenzione straordinaria, l’intervento del professionista tecnico. Non sarà una vera e propria Dia quella richiesta, ma qualcosa che le assomiglia. Lo scorso 28 aprile è stato, infatti, presentato e approvato un emendamento presentato da Cosimo Ventucci che riscrive totalmente l’art. 5 del decreto incentivi per quanto concerne l’attività  edilizia libera.

L’emendamento prevede che fatte salve le prescrizioni degli strumenti urbanistici comunali e nel rispetto delle normative aventi incidenza sulla disciplina dell’attività  edilizia, i seguenti interventi possono essere eseguiti senza alcun titolo abilitativo:

Gli interventi di manutenzione ordinaria;

-Gli interventi volti all’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di rampe o di ascensori esterni, in altre parole di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio;

-Le opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo che abbiano carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato;

-I movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agrosilvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari;

-Le serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola.

Gli interventi di manutenzione straordinaria invece dovranno essere corredati di una relazione tecnica provvista di data certa e corredata dagli opportuni elaborati progettuali, a firma di un tecnico abilitato, il quale dichiari preliminarmente di non avere rapporti di dipendenza con l’impresa né con il committente e che asseveri, sotto la propria responsabilità, che i lavori sono conformi agli strumenti urbanistici approvati e ai regolamenti edilizi vigenti e che per essi la normativa statale e regionale non prevede il rilascio di un titolo abilitativo.

Infine, l’interessato dovrà provvedere, se occorre, alla presentazione degli atti di aggiornamento catastale. La relazione deve accompagnare la comunicazione di inizio lavori fatta dal committente. E la sua mancanza è punita con una multa pari a 258 euro.

Niente Dia invece per l’installazione di pannelli solari o fotovoltaici.

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