Rischio sismico dei beni culturali: le nuove linee guida | Edilone.it

Rischio sismico dei beni culturali: le nuove linee guida

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Sulla Gazzetta Ufficiale n.47 del 26 febbraio scorso è stata pubblicata la Direttiva del 9 febbraio 2011 recante “Valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale con riferimento alle Norme tecniche per le costruzioni di cui al decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 14 gennaio 2008″.

La nuova Direttiva, che entrerà in vigore decorsi novanta giorni dalla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e, quindi il 27 maggio 2011, presenta dunque le nuove linee Guida per la valutazione e riduzione del rischio sismico del patrimonio culturale

Le linee guida sono il risultato del lavoro svolto dalle Amministrazioni dello Stato e da esperti della materia: vari sono stati i gruppi di lavoro che si sono impegnati per rendere questo strumento tecnico coerente con i parametri individuati nelle nuove Norme tecniche per le costruzioni del 2008. Ciò al fine di consentire una costante e puntuale applicazione delle Linee guida per tutti coloro, architetti ed ingegneri, funzionari delle amministrazioni pubbliche e liberi professionisti, che nel corso della propria attività dovranno affrontare le questioni inerenti gli aspetti di valutazione e riduzione del rischio sismico nell’ambito della prevenzione e conservazione del patrimonio culturale.

I diversi capitoli della direttiva forniscono indicazioni per definire l’azione sismica, in relazione alla pericolosità del sito e alla destinazione d’uso del manufatto, e la capacità della struttura, attraverso una corretta conoscenza e modellazione del manufatto. In particolare, il capitolo 2 indica i requisiti di sicurezza da considerare per i beni architettonici di valore storico artistico; il capitolo 3 offre indicazioni per un’accurata definizione dell’azione sismica; il capitolo 4 spiega che la conoscenza del manufatto dovrà essere acquisita conformemente a quanto previsto dal programma per il monitoraggio dello stato di conservazione dei beni architettonici tutelati, finalizzato all’acquisizione della conoscenza del patrimonio culturale italiano. Infine, il capitolo illustra le diverse possibilità di modellazione del comportamento strutturale di una costruzione storica in muratura e il capitolo descrive i criteri da seguire per il miglioramento sismico.

Con l’intento di contribuire a rendere le linee guida sempre più uno strumento operativo di immediata applicazione, sono state inserite delle sezioni di approfondimento: alcuni esempi applicativi su specifiche tipologie strutturali (palazzi, chiese, torri); uno schema di capitolato prestazionale che dà conto del risultato di una attività condotta a livello territoriale; un approfondimento sul sistema informativo-Sivars, che illustra le prerogative della banca dati del Ministero finalizzata alla conoscenza a livello territoriale della vulnerabilità sismica del patrimonio culturale.

di O.O.

Direttiva del 9 febbraio 2011

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