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Rinnovato il Museo Archeologico di Milano

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L’architetto Andrea Bruno si è occupato del progetto di ampliamento e restauro della sede del Museo Archeologico di Milano di via Magenta 5. Lo spazio a disposizione dei beni archeologici meneghini è così suddiviso:
tre piani d’esposizione per le raccolte permanenti
un piano rialzato destinato alle esposizioni temporanee 
un giardino che ospita i resti di una domus romana del I sec d.C. e consente di ammirare le due torri, l’una esagonale, l’altro quadrata – attualmente in fase di restauro
Gratuito fino al 19 giugno, il museo ha un intento didattico, far conoscere ai milanesi – spesso distratti – la città dove vivono, attraverso la sua storia, lunga, complessa ed articolata. A partire dal mondo greco, coinvolgendo quello etrusco per arrivare a un’ampia parentesi dedicata alla Lombardia Altomedioevale.
Collegato con un percorso interno alla Chiesa di San Maurizio, il polo museale ripristina l’unità originaria dell’area risalente al periodo medioevale, quando le torri romane cingevano il monastero benedettino di San Maurizio Maggiore. Un ritorno al passato che guarda al futuro: nell’allestimento voluto dall’architetto Bruno prevale la sostanza dei reperti alla forma del museo. Attenzione dunque a materiali e tecnologie moderni, senza che essi prevalgano sugli oggetti in mostra, protagonisti della visita.
Sempre nell’ottica di unire l’arte di oggi con quella di ieri è nata l’idea di accogliere al piano terra della torre poligonale circondata da affreschi del XIV secolo “Il Dormiente” di Mimmo Paladino, opera raffigurante una persona rannicchiata e realizzata in terracotta.

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