Rinnovata a Milano Casa Necchi Campiglio: moderno edificio degli anni Trenta | Edilone.it

Rinnovata a Milano Casa Necchi Campiglio: moderno edificio degli anni Trenta

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Ha riaperto ieri 3 settembre la casa museo di proprietà del Fai, Fondo per l’Ambiente Italiano, situata nel centro di Milano, a conclusione di alcuni lavori di restauro del giardino e la realizzazione di un servizio di caffetteria.

Il percorso di recupero di Villa Necchi era stato avviato nel 2004 dalla regione Lombardia e aveva portato a un accordo di programma siglato a Marzo 2005 tra la regione, il Fondo per l’Ambiente Italiano (Fai), il ministero per i Beni e le Attività Culturali, la provincia e il comune di Milano. La conclusione di questa prima tranche di interventi – costata circa 6 milioni di euro e oltre tre anni di lavori – si era conclusa a maggio 2008, con l’inaugurazione dell’edificio nella sua nuova veste di “casa museo” aperta al pubblico (a partire dal 30 maggio).

Edificio, collezioni e oggetti d’uso quotidiano di altissima qualità costituiscono un complesso di eccezionale interesse che illustra un qualificato esempio di unità abitativa alto-borghese del Novecento milanese e italiano.

L’abitazione di Angelo Campiglio e le due sorelle Necchi, fu costruita nel 1932 all’architetto Piero Portaluppi, con la chiara indicazione di “realizzare un’abitazione adeguata allo stile di vita raffinato e mondano” di una famiglia esponente di quell’alta borghesia industriale sviluppatasi nella Lombardia della prima metà del Novecento.

La Villa risulta particolarmente interessante perché rappresenta un momento di svolta con la tradizione. I Campiglio, diversamente dai nuovi ricchi milanesi dell’epoca, affidandosi al miglior architetto contemporaneo, vollero una casa assolutamente moderna capace di offrire a loro stessi e ai loro ospiti tutte le comodità e i lussi che le tecnologie contemporanee erano in grado di fornire, senza però rinunciare alla qualità e alla dimensione estetica. Casa Necchi Campiglio costituisce un lussuoso complesso abitativo il cui edificio è circondato da un ampio giardino in cui trovano spazio la portineria, la serra, il garage, la piscina e il campo da tennis.

Alla vastità degli esterni corrisponde l’ampiezza e l’altezza dei locali interni all’abitazione. Come gli impianti esterni, anche i locali interni sono dotati dei più innovativi sistemi messi a disposizione dalla scienza tecnica dell’epoca.

Lievi cambiamenti vennero apportati negli interni e nell’arredo durante il primo dopoguerra, per mano dell’architetto Tommaso Buzzi il quale si limitò più che altro ad ammorbidire e arrotondare i rigidi elementi architettonici della corrente razionalista.

Modernità, raffinatezza e integrità nella testimonianza di uno scorcio di secolo, sono le caratteristiche di questa villa, che, per la sua unicità spinsero Gigina e Nedda Necchi – sopravvissute ad Angelo e prive di discendenti diretti – a lasciare nel 2001 l’intero complesso residenziale in proprietà al FAI (Fondo per l’Ambiente Italiano), affinché fosse trasformato in una casa-museo aperta al pubblico, cittadino ed internazionale.

Alla riapertura dello scorso 3 settembre è stato inaugurato il locale di ristorazione realizzato in ferro e vetro dall’architetto Castellini ed è stato presentato il calendario di eventi e manifestazioni che si svolgeranno all’interno della villa.

Per altre informazioni consultare il sito http://www.fondoambiente.it/

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