Restauro alle Fontane Gemelle di Piazza Farnese | Edilone.it

Restauro alle Fontane Gemelle di Piazza Farnese

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Le fontane di Piazza Farnese a Roma, saranno restaurate secondo il progetto presentato lunedì, 5 marzo 2007 dal vicepresidente del Consiglio e ministro per i Beni e le Attività Culturali Francesco Rutelli, sarà realizzato con il contributo di Laura Biagiotti parfums e Procter & Gamble.

Si prevedono sei mesi di lavori e 200mila euro di investimenti per far tornare come nuove le bellissime vasche monolitiche in granito egizio che furono poste ad ornamento della Piazza durante il Cinquecento. La prima, ritrovata negli scavi delle Terme di Caracolla, fu posta per volere di Paolo III nella prima metà del secolo, mentre la seconda fu aggiunta alla fine dello stesso secolo, proveniente da San Giacomo al Colosseo.

Attualmente, il monumento corre gravi rischi per le incrostazioni calcaree. L’acqua che d’inverno ghiaccia, spacca e deteriora anche la superficie del marmo espellendo materiale lapideo.
I due monumenti, di proprietà del Comune di Roma dal 1920 circa, sono già stati in passato oggetto di un restauro conservativo nel 1992-‘93. In occasione del precedente intervento di restauro conservativo è stata eseguita una dettagliata documentazione fotografica e grafica, finalizzata a documentare sia la situazione dei due monumenti prima dell’intervento, che le varie operazioni di restauro effettuate. Ciò ha consentito di avere oggi a disposizione le immagini e i rilievi architettonici, che hanno costituito le basi per le mappature che potranno permettere di confrontare a distanza di 14 anni in maniera precisa e obiettiva gli effetti del degrado sulle superfici dei due monumenti.
Le principali alterazioni superficiali sono legate alla presenza dell’acqua ed in particolare all’azione combinata di due fattori quali il suo alto contenuto di bicarbonato di calcio (che forma poi carbonato di calcio insolubile) e le diverse modalità di contatto con le superfici. L’alterazione maggiormente estesa è quella delle incrostazioni calcaree, che si presentano sia come veli lisci e sottili, con spessori da frazioni di millimetro a 2-3 mm. circa, che vere e proprie incrostazioni stratificate di 6-7 mm.; all’interno di queste troviamo diversi tipi di colorazioni, da quelle rossastre, per l’inglobamento di ossidi di ferro (provenienti dall’ossidazione delle condutture in ferro dell’acquedotto principale), a quelle grigio/nerastre, per inglobamento di particellato atmosferico inquinato.

Questo tipo di incrostazioni ricoprono in media quasi il 60% delle superfici. L’inquinamento atmosferico ha causato, invece, la presenza di patine grigiastre presenti in diversa entità soprattutto sulla quasi totalità della superficie esterna del vascone di travertino.

Nel corso dei lavori di restauro, con microbisturi in grado di rispettare la struttura del granito, saranno asportati i detriti per mezzo anche di validi composti repellenti che agiranno sul bicarbonato di calcio rafforzando il granito grigio di origine egiziana. L’inizio degli interventi è previsto il 15 aprile 2007 e la conclusione del cantiere per l’ottobre successivo. I lavori verranno eseguiti contemporaneamente su entrambe le fontane saranno svolti da Rosaria Mencarelli, della Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Lazio e di Luisa Cardilli, della Sovraintendenza ai Beni Culturali del Comune di Roma, con la consulenza scientifica di Giuseppina Fazio, dell’Istituto Centrale per il Restauro.

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