Restauri per 120 milioni di RMB l'anno nella capitale cinese | Edilone.it

Restauri per 120 milioni di RMB l’anno nella capitale cinese

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Pechino investirà 930 milioni di RMB per il restauro dei reperti archeologici. Dal 2003, anno d’avvio del “Piano d’azione delle Olimpiadi umanistiche”, la città di Pechino ha attivato un lavoro di restauro su 121 antichi edifici, investendo ogni anno 120 milioni di Yuan, moneta cinese, nell’ambito di una serie di piani emanati sulla tutela dei vecchi quartieri .
A detta dell’Amministrazione dei Beni culturali di Pechino, fra il 2000 e il 2007, le spese per il restauro e la tutela dei reperti archeologici della municipalità di Pechino dovrebbero raggiungere i 930 milioni di RMB, (tre volte gli investimenti totali degli ultimi 60 anni). Seguendo l’ultimo “Programma del piano urbanistico generale di Pechino” , applicato a partire dal 2005, nei prossimi cinque anni la municipalità di Pechino investirà annualmente 120 milioni di RMB per il restauro e la tutela dei reperti archeologici e siti culturali sotto tutela municipale; viene stabilita, inoltre, per la prima volta, la necessità di mantenere su scala generale gli aspetti della capitale antica di Pechino.

Il nuovo Piano urbanistico di Pechino ha stimato che nel 2020 la popolazione della capitale sarà contenuta entro quota 18 milioni e quella della zona centrale entro quota 8 milioni e 500mila. Caratterizzato da un avanzamento della struttura dello spazio urbano dei “due assi, due cinture e più centri”, prevede 11 città satelliti e molti centri delle funzioni urbane per alleggerire la pressione sulla zona centrale di Pechino.

Le 11 nuove città satelliti saranno i nodi più importanti della nuova struttura spaziale urbana, ossia: Tongzhou, Shunyi, Yizhuang, Daxing, Fangshan, Changping, Huairou, Miyun, Pinggu, Yanqing e Mentougou. Fra queste saranno privilegiate Tongzhou, Shunyi e Yizhuang, situate nella cintura di sviluppo orientale, che diventeranno le zone più importanti della decentralizzazione della popolazione e delle funzioni del nucleo urbano e di concentrazione delle nuove industrie.

Sulla base delle tre zone funzionali attualmente in costruzione, il nuovo piano propone la creazione, nell’ambito urbano, di un certo numero di nuovi centri funzionali di servizio, sia per il paese che per l’estero, al fine di elevare le funzioni nucleari e la capacità competitiva generale della capitale. Gli otto centri comprendono fra l’altro la zona-nucleo del Parco tecnologico di Zhongguancun, la zona centrale del Parco olimpico, il distretto centrale del business (CBD), la base della moderna manifattura di Shunyi, il centro di sviluppo delle nuove tecnologie di Yizhuang, il centro di servizi generali di Shijingshan e così via.

La città vecchia di Pechino, s’identifica, per il Piano, nella zona compresa entro il fossato di difesa delle epoche Ming e Qing, ricca di siti storici. In futuro, le funzioni ed i settori urbani il cui sviluppo non è adeguato a questa zona, saranno decentralizzate. Invece, in ottemperanza all’intento di tutelare il sistema stradale originario della città vecchia, ne sarà migliorato il sistema dei trasporti, creando un modello di infrastrutture corrispondente al suo aspetto.

Nel 2020, infine, il tasso di copertura verde urbana dovrebbe raggiungere il 44-48%, con una media procapite di 40-45 mq ed un verde pubblico procapite di 15-18 mq.

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