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Restauri al Duomo di San Gimignano

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Ultimata la prima campagna di restauri della Collegiata di San Gimignano, una delle più importanti testimonianze dell’architettura romanica in Toscana, volta alla messa in sicurezza del complesso edilizio dal rischio sismico. L’opera di rifacimento delle strutture di copertura è stata riconosciuta fondamentale per la sua stabilità da tutti gli studi e ricerche condotti sul monumento nel recente passato dai maggiori esperti nel campo del restauro conservativo, nonché dagli organi di tutela del patrimonio storico e artistico.

Il restauro – avviato nel 2004 – è stato eseguito per lotti, con zone omogenee e circoscritte per evitare dissesti e/o collassi delle strutture sottostanti dovuti alla rimozione dei notevoli carichi presenti a livello delle coperture. La superficie interessata dal restauro è stata pari a circa 1.300 mq e complessivamente sono state movimentate (tra demolizioni e ricostruzioni) oltre 1.300 tonnellate di materiali. L’intervento prevedeva la totale ricostruzione delle coperture del Duomo eliminando così ogni rischio di danneggiamenti dovuti ad eventi sismici.

Un approfondito studio preliminare sulle fasi lavorative, aveva evidenziato l’incompatibilità statica fra le murature esistenti ed i carichi da esse trasmessi alle attuali coperture, dovuta al rifacimento dei tetti eseguito all’inizio degli anni ’70, quando l’originale struttura lignea venne sostituita con elementi di cemento armato. Il progetto predisposto – elaborato dall’architetto Morieri e dall’ingegner Mari e fatto proprio dalla Fondazione Mps – ha previsto l’impiego di materiali e tecnologie per ricreare un nuovo equilibrio in modo da rispondere alle esigenze strutturali da un lato e formali dall’altro. L’intervento attuale ha così consentito di ridurre i carichi alla sommità dell’edificio di circa 700 tonnellate con il conseguente alleggerimento di oltre il 60% del peso sulle coperture.

Il cantiere ha impegnato circa cinquanta addetti con varie mansioni e specializzazioni ed un impegno di spesa complessivo per questa prima fase pari a 1.866.000 euro a fronte di una spesa preventivata di 1.765.000.

L’intervento, che ha incluso anche la collocazione nel campanile delle nuove campane, ha portato alla luce anche nuovi elementi per la conoscenza dello “stato di salute” e delle fasi storiche e costruttive del monumento che suggeriscono la predisposizione di ulteriori ed approfondite indagini mirate alla estensione del restauro anche agli altri elementi costitutivi della fabbrica quali volte, murature d’ambito, colonne, eccetera. Sulla base dei dati raccolti, si sta approntando un progetto per il completo monitoraggio del monumento che consenta di eseguire un vero e proprio check-up che permetta di calibrare al meglio gli interventi necessari per raggiungere una consapevole sicurezza e durata nel tempo.

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