Restaurata la “Castelluccia” della Reggia di Caserta | Edilone.it

Restaurata la “Castelluccia” della Reggia di Caserta

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La «Castelluccia» all’interno del Parco della Reggia di Caserta, fu realizzata nella zona del “bosco vecchio” tra il 1769 ed il 1773, per il divertimento del giovane Ferdinando IV, che la utilizzava per organizzare finte battaglie terrestri. La «Castelluccia» è circondata da un fossato, nel quale confluisce il canale proveniente dalla “peschiera grande”, e comprende il piccolo castello, i giardini e le “fabbriche” che sorgono su un’isoletta in posizione sopraelevata rispetto al livello del bosco.

 

Gli interventi di restauro dell’edificio hanno riguardato il recupero della veste ottocentesca, della flora e delle sue originali e preziose fabriques. Attraverso accurate ricerche documentarie ed iconografiche, che hanno guidato la delicatissima opera di bonifica del complesso (quasi del tutto celato alla vista dal proliferare della vegetazione infestante) ed alle approfondite indagini diagnostiche, è stato possibile riproporre con estrema fedeltà sia gli apparati decorativi che le cromie e le tecniche esecutive originali. L’intervento di restauro vegetale, nato dalla necessità di liberare il giardino dalle modifiche incongrue subite a partire dal secondo dopoguerra e frutto più dell’incuria e di manutenzioni poco accorte, ha consentito di ripristinare il significativo e prezioso patrimonio naturalistico ricco di piante esotiche di provenienza orientale (camelie, agrumi, cycas, araucarie, magnolie, palme).

 

Ma l’aspetto di maggior interesse dell’intervento complessivo è, senza dubbio, il restauro del fossato della Castelluccia, del cosiddetto “canale retrano” e del canale di collegamento dell’intero sistema alla Peschiera Grande: un attento intervento, suffragato da accurate analisi storico-documentarie e iconografiche, di riconfigurazione delle sponde in finta roccia, dei ponti e della primitiva sistemazione paesaggistica, ha consentito il recupero di una delle più suggestive e preziose architetture del bosco. «L’effetto finale che si presenterà agli occhi del visitatore – spiega il Soprintendente Paola Raffaella David – è quello di un luogo di indubbio fascino e ricercatezza, finalmente restituito al pubblico godimento, che di certo costituirà una delle principali attrazioni del Parco reale». Contestualmente è stato ideato un progetto “Percorsi di luce nel Parco della Reggia”, che offrirà un itinerario completamente rinnovato e incentrato proprio sulla Castelluccia.


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