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Rendere strutturale la detrazione del 55%: la proposte dell’Ance

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Si è svolta il 25 settembre l’audizione dell’Ance presso la Commissione Industria del Senato nell’ambito dell’indagine sulla Strategia energetica nazionale. La delegazione associativa, guidata dal vice presidente per la tecnologia e l’innovazione, Piero Torretta, ha illustrato le possibili azioni in grado di stimolare il mercato a incoraggiare interventi sul patrimonio edilizio esistente.

In particolare, l’opportunità di rendere strutturale la detrazione fiscale del 55% per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici, migliorandone l’efficacia rispetto ai costi, ad esempio mediante l’introduzione di parametri di costo specifico massimo ammissibile per tipo di intervento o una differenziazione della percentuale di spesa detraibile e/o della durata del rimborso commisurata all’effettivo beneficio dell’intervento.

Sul piano della certificazione energetica degli edifici, ha rilevato la necessità di prevedere un unico quadro normativo e un’unica metodologia di confronto su scala nazionale, sia per i metodi di valutazione delle prestazioni energetiche che per lo stesso sistema di certificazione.

Oggi, infatti, la disciplina risulta frammentata nella legislazione regionale e soprattutto il sistema di accreditamento, qualificazione e vigilanza dei certificatori energetici è affidato ad albi regionali gestiti da soggetti diversi. Pertanto, ha segnalato l’Ance, è importante stabilire, per le classi energetiche migliori (A e A+), a garanzia dell’utente e del produttore, che la certificazione sia rilasciata da soggetti che operino sotto accreditamento dell’ente unico nazionale (Accredia).

L’associazione ha inoltre, evidenziato l’opportunità di estendere l’obbligo di certificazione energetica, oggi previsto solo per i beni oggetto di trasferimento a titolo oneroso, a tutti gli immobili esistenti, compresi quelli a destinazione industriale, e di inserire la prestazione energetica dell’immobile nei dati catastali. A questo proposito, l’Ance ha prospettato la possibilità di vietare, in un orizzonte temporale di medio-lungo periodo (2020/2025), la locazione e la commercializzazione di immobili al di sotto di una certa classe energetica, consentendone l’uso e l’agibilità solo dopo l’effettuazione degli interventi di riqualificazione necessari.

A sostegno degli interventi di riqualificazione, Torretta ha poi rilevato la necessità di sollecitare l’impegno delle banche a sviluppare modelli contrattuali e finanziari innovativi, con una attenzione particolare agli interventi diretti ad aumentare la sostenibilità energetica e ambientale.

È stata inoltre presentata l’opportunità di avviare campagne di informazione e sensibilizzazione sui benefici derivanti dal miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, indirizzate al pubblico, alle aziende e alla pubblica amministrazione, e di istituire corsi di formazione e aggiornamento professionale rivolti ai tecnici operanti nei cosiddetti “green job”.

O.O.

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