Porto Venere: restaurata la cisterna della villa romana del Varignano | Edilone.it

Porto Venere: restaurata la cisterna della villa romana del Varignano

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La cisterna della villa romana del Varignano Vecchio, si presenta al pubblico dopo il completamento degli interventi di restauro conservativo. I lavori fanno parte del “Progetto per la fruizione e l’apertura al pubblico dell’area archeologica della villa romana” per un importo di 500.000,00 euro e sono l’esito di un lungo percorso avviato nel 1989 secondo un progetto redatto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria e condiviso dall’Istituto Centrale per il Restauro e la Conservazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Il restauro, che ha avuto come obiettivo la conservazione e la fruizione del monumento, è stato preceduto da una fase diagnostica (1989-1990) attivata con una serie di indagini non distruttive: esecuzione di rilievi, grafici e fotografici, con mappatura dettagliata dei fenomeni di degrado; indagine stratigrafica delle singole unità murarie; analisi minero-petrografiche di campioni di malta e di intonaco per verificarne la composizione e le caratteristiche meccaniche degli elementi costituitivi – laterizi, lapidei e vulcanici; indagini geognostiche; analisi statica della struttura con il metodo agli elementi finiti; monitoraggio delle lesioni mediante l’applicazione di basi deformometriche e letture bimestrali per la durata di un anno.

La prima fase di intervento (1993, 1994) è consistita nel consolidamento preventivo degli intonaci interni ed esterni, di ottima fattura, idraulicizzati con pozzolana e cotto macinato. Mentre successivamente (1994, 1995) si è proceduto all’integrazione delle due volte gravemente danneggiate dal crollo di cospicue parti di conglomerato cementizio. L’intervento che si presenta in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio è stato realizzato con fondi erogati sul Piano Nazionale per l’Archeologia (D.M. 27 aprile 2006) e hanno permesso di procedere al completamento del restauro del monumento e di consentirne l’apertura al pubblico con l’allestimento del percorso di visita e la sistemazione dell’area esterna (2007-2009).

Si è così potuto completare il consolidamento delle superfici interne ed esterne preceduto dalla rimozione dei depositi calcarei stratificatisi nel tempo anche di considerevole spessore. Stessa metodologia di intervento è stata applicata per il pavimento in cocciopesto delle navate. I lavori di restauro, condotti secondo una ormai consolidata e collaudata metodologia che prevede interventi assolutamente reversibili e riconoscibili con materiali compatibili con la struttura antica, non hanno ricostruito elementi mancanti; le lacune, degli intonaci e della pavimentazione, sono stati integrati in modo chiaramente riconoscibile.

Così il manufatto antico si propone leggibile in tutte le sue parti e il grande spazio risulta immediatamente percepibile. Il percorso di visita e lo spazio documentario dedicato alla storia del monumento, con particolare riferimento all’architettura idraulica romana e agli interventi di risanamento e di restauro realizzati, consentono di fruire gli ambienti interni nella loro recuperata volumetria e, al contempo, di apprezzare la struttura architettonica e la perizia tecnica posta in opera dalle maestranze antiche.

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