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Pompei: 105 milioni di euro dall’Ue per il restauro

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Il piano di restauro per gli Scavi di Pompei verrà oggi presentato all’interno di un convegno presso la sede della Prefettura di Napoli di piazza Plebiscito, alla partecipazione dei ministri Cancellieri (Interno), Profumo (Università e Ricerca), Ornaghi (Beni Culturali), Barca (Istruzione), del Presidente della Regione Campania Caldoro, del sindaco di Napoli De Magistris, del Presidente della Provincia di Napoli Cesaro e del sindaco di Pompei D’Alessio.

La presentazione fa seguito al via libera della Commissione Europea al “Grande Progetto Pompei”: 105 milioni di finanziamento che mette insieme contributi dell’Unione europea e dello Stato italiano per la preservazione, il mantenimento e il miglioramento complessivo del sito archeologico.

Il contributo europeo scaturisce della richiesta del Governo italiano sulla base di un budget di spesa redatto in seguito ai danni provocati dai temporali degli ultimi anni e dalla scarsa manutenzione ordinaria delle recenti gestioni.

Oggi verranno esposti i contenuti dei primi cinque bandi di gara per il rilancio del sito archeologico vesuviano. Nello specifico, i lavori riguarderanno il consolidamento e restauro di cinque domus: la Casa dei Dioscuri, la Casa delle Pareti Rosse, la domus del Marinaio, la casa di Sirico e la casa del Criptoportico. In seguito (a metà aprile) verrà presentato anche il bando per la riduzione del rischio idrogeologico nel terrapieno delle Regiones III e IX, al quale prenderanno parte esperti di tutto il mondo. Per assicurare la regolarità degli interventi, specie per il conferimento degli appalti, il governo ha fatto sottoscrivere un “protocollo di legalità”: bandi e assegnazioni saranno monitorate da una commissione composta da cinque super prefetti.

I lavori di restauro conservativo serviranno a rimediare i danni causati dall’esposizione agli agenti climatici dell’area archeologica, 66 ettari scavati con i resti di domus del I secolo, prive di copertura.

Entro l’estate infine saranno aperti i bandi per le “Regiones” maggiormente a rischio: verranno effettuati lavori di consolidamento strutturale, protezione degli affreschi, recupero dei mosaici e delle singole tessere. Le sei “Regiones” rimanenti, invece, saranno oggetto di bandi da avviare entro il 31 dicembre 2012, per cui i lavori inizieranno solo l’anno successivo.

V.R.

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