Parma ritrova l'ex oratorio di San Quirino | Edilone.it

Parma ritrova l'ex oratorio di San Quirino

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Dopo oltre 30 anni la città ritrova un luogo perduto. Il settecentesco ex oratorio di San Quirino, progettato da Edelberto dalla Nave torna ai parmigiani, visitabile da sabato 10 luglio. Nella struttura decorata con gli affreschi di Giovanni Bolla ha da ora sede il Parma Urban Center, una sorta di museo laboratorio della città: “Un luogo – ha detto l’assessore all’Urbanistica Francesco Manfredi, intervenuto alla presentazione – dove ragionare sulla propria storia, dove tutti si possono confrontare”. L’assessore ha richiamato l’impegno dell’amministrazione “nel restituire alla città luoghi della memoria, luoghi affascinanti”. Il cantiere di restauro per altro è stata già occasione di confronto di professionalità, dando spazio anche ai giovani, come gli studenti della facoltà di Architettura dell’ateneo parmigiano che hanno partecipato attivamente al progetto.

Il centro sarà un luogo, come ha spiegato Dario Costi, presidente del Puc, dove cittadini, professionisti, tecnici, esperti potranno discutere sullo sviluppo del territorio, la sostenibilità ambientale e le trasformazioni urbane. Un tema quest’ultimo che sarà al centro della prima mostra allestita all’interno dell’ex oratorio: “Parma 2020” che presenterà al pubblico i progetti che dovranno ridisegnare il volto della città. Tra le prossime iniziative una rassegna dedicata al Cantiere Nervi (autunno 2010) “Pier Luigi Nervi: gli stadi” cui seguirà anche un seminario di studi che si svolgerà tra Parma e Bologna il 10-11 novembre. Per la fine dell’anno è previsto invece un incontro di ricerca dedicato alla figura dell’architetto Nicolo Bettoli (1780-1854): “L’architettura civile a Parma e il neoclassico europeo”.

Il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli e l’assessore regionale alla Mobilità Alfredo Peri hanno ribadito l’importanza di avere luoghi dove pensare il futuro del territorio: “Abbiamo bisogno di idee nuove, coraggiose” ha detto Bernazzoli che ha anche richiamato la necessità di “non portare agli eccessi la politica di urbanizzazione per fare cassa”. Anche Peri ha sottolineato come “l’uso degli oneri di urbanizzazione per sostenere la spesa corrente pone di fronte a enormi contraddizioni che accumulano un surplus di problematicità”. L’assessore ha ricordato l’attività e l’impegno della Regione nella pianificazione, ribadendo la necessità di un confronto che coinvolga il maggior numero di soggetti, a partire dalle città.

Sulla stessa linea l’intervento di Enrico Schilke che ha chiesto attenzione sugli investimenti, puntando al recupero della aree degradate del centro storico, come nel caso dell’ex oratorio. Il presidente della sezione Edili dell’Upi, dopo l’incontro nei giorni scorsi tra una delegazione degli stessi edili e il sindaco, è tornato sulla questione degli oneri: “L’edilizia non può più dare il soldi che ha dato fino a oggi. I comuni devono trovare altre fonti di finanziamento”.

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