L’illuminazione deve seguire necessariamente un progetto? | Edilone.it

L’illuminazione deve seguire necessariamente un progetto?

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Il riconoscimento della figura professionale del progettista d’illuminazione e l’importanza della sua opera sono stati il tema affrontato al meeting di autunno dell’Associazione APIL (Associazione dei Professionisti dell’Illuminazione, aggregata a Federlegno Arredo) per celebrare i suoi 10 anni di attività.

L’incontro si è sviluppato due temi fondamentali e particolarmente sentiti nel mondo dei professionisti della luce:

 L’obbligatorietà del progetto dell’illuminazione;

 La necessità di stilare un “patto etico” fra gli operatori del settore, finalizzato al rispetto dei ruoli ed a garanzia dell’utente.

Per quanto riguarda la prima problematica, è significativo ricordare come numerose leggi richiamino la necessità che l’opera di illuminazione debba seguire le indicazioni contenute in un progetto, come esempio si possono citare le leggi ed i decreti che regolano la tutela del patrimonio artistico monumentale del nostro paese, quelle regionali sull’inquinamento luminoso o, in modo ancor più significativo, il D.Leg.vo 81 del 2008 che raccoglie tutte le normative emanate a tutela della salute e del benessere delle persone che operano negli ambienti di lavoro, dove questa necessità è chiaramente richiamata.

Molti possono essere gli strumenti che possono rendere più esplicita questa esigenza che è a tutela dell’utenza, non solo sul piano del benessere e della valorizzazione del patrimonio, ma anche su quello del contenimento dei consumi energetici; un percorso individuato potrebbe essere una semplice integrazione del D.M.37/08, che ha sostituito la Legge 46/90 sull’obbligatorietà del progetto degli impianti.

Ma non è escluso che altre possano essere le strade legislative che, nel ribadire l’obbligatorietà del progetto, portino al riconoscimento della figura professionale del progettista di illuminazione ed all’importanza della sua opera intellettuale ed in tal senso sono state programmate una serie di azioni, atte a sensibilizzare enti, organismi e lo Stato stesso in tal senso.

La trattazione di questo tema, che si è esaurita nella prima giornata dei lavori, è stata propedeutica per il secondo tema del meeting in quanto l’obbligatorietà del progetto porta alla necessità di definire cosa si debba intendere per questo ed in tal senso diventa importante il rapporto con gli altri operatori del mercato, in particolare le aziende produttrici e quelle distributrici.

É noto che sempre più spesso, attraverso dei software di facile utilizzazione, le aziende, attraverso i loro studi tecnici, redigono degli studi riportanti soluzioni illuminotecniche che vengono messe a disposizione dei clienti e, spesso, di professionisti di altre discipline che li fanno propri ed inserendo il proprio cartiglio, li “spacciano” come progetti vanificando tutta l’opera intellettuale che normalmente eseguono i  professionisti del settore e che ne è componente essenziale.

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