L'antica Villa del Casale di Piazza Armerina | Edilone.it

L’antica Villa del Casale di Piazza Armerina

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Cinque anni di lavoro, 18 milioni di euro di spesa e 50 lavoratori impiegati per restituire l’antico splendore a uno dei capolavori architettonici della Sicilia, la Villa del Casale di Piazza Armerina (En). Un intervento articolato che ha permesso di riportare alla luce marmi splendenti e pavimentazioni che hanno richiesto lavori di recupero molto complessi.

Prima di tutto, il percorso di visione delle sale è stato ripensato. E’ stata sostituita la copertura delle sale in vetro, plastica e ferro, residuo degli anni ’60, con una nuova struttura lignea con tetto ventilato e pannelli in vetro riciclato. Il percorso è stato realizzato tramite un sistema di passerelle sopraelevate, che elimina quindi ogni “intrusione” di pilastri e ferri arrugginiti, e al tempo stesso giova del nuovo soffitto per generare condizioni ambientali favorevoli alla conservazione dei mosaici e degli intonaci. Inoltre, il perimetro della Villa è stato rivestito da pannelli in vetro riciclato e schiuma minerale, ecologici ed isolanti da pioggia e sole, elementi che hanno contribuito al degrado della Villa e al formarsi delle muffe che hanno rovinato i mosaici, insieme alla fuoriuscita di sali dal sottosuolo.

Un intervento che, pertanto, ridefinisce le geometrie della Villa, in particolare del tetto della Basilica, che è stato rialzato in modo tale da sovrastare, come era in origine, gli altri ambienti, ripristinando l’antica volumetria, dedotta seguendo il criterio della proporzione metrica applicata alle colonne sopravvissute. Per quanto riguarda la Basilica, inoltre, il restauro ha portato alla luce marmi di grande pregio e di sicura manifattura africana. Il pavimento ha un avvallamento dovuto ad una falda sottostante ed antiche deformazioni, ma riesce lo stesso a mostrarsi in maniera compiuta, ed anche le pareti, in origine coperte da marmi, sono state recuperate nei mesi scorsi.

La complessa operazione di restauro, che ha inoltre portato alla luce nuovi ritrovamenti, come un portico colonnato, una vasca absidata, e un pavimento mosaicato di oltre 80 mq, va a inserirsi nel più ampio Parco archeologico, istituito quest’anno e per il quale è stato redatto un Piano di gestione, secondo i criteri dell’Unesco, che comprende anche Palazzo Trigona, appena restaurato e destinato a diventare la “Porta del Parco” e museo della memoria con l’esposizione di reperti provenienti dall’area archeologica di Piazza Armerina.

V.R.

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