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La Tribuna degli Uffizi torna a farsi ammirare

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Da qualche giorno è nuovamente possibile ammirare nella Galleria degli Uffizi la Tribuna del Buontalenti, che torna visibile ai visitatori anche se solamente affacciandosi da tre diversi punti. Considerata la delicatezza del pavimento, un vero e proprio capolavoro del genere, la direzione ha ritenuto infatti opportuno che la sala dovesse offrirsi soltanto a una vista d’insieme, con affacci dalla porta sul corridoio e da quelle sulle contigue salette.

Finanziato dalla fondazione non profit Friends of Florence ed eseguito sotto la responsabilità della Direzione della Galleria degli Uffizi e della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Firenze, il progetto di restauro è iniziato nel 2009 e ha interessato un pool di restauratori, ricercatori, storici dell’arte di fama internazionale.

I lavori di restauro alla Tribuna degli Uffizi costituiscono uno dei più importanti interventi museali eseguiti negli ultimi decenni, sia per la complessità dell’opera, sia per l’entità della somma donata – circa un milione di dollari per riportare l’opera al suo antico splendore -, sia per il valore storico artistico riconosciuto a questo monumento.

Il logorio del tempo e il continuo flusso di migliaia di visitatori hanno imposto il restauro della Tribuna, che ha interessato la decorazione architettonica (compresi gli affreschi nella lanterna, le conchiglie che decorano la cupola e le madreperle nel tamburo), le celebri sculture antiche e i prestigiosi arazzi. Le pareti saranno tappezzate con un velluto liscio rosso cremisi, documentato negli inventari e realizzato appositamente con antichi telai.

Progettata da Bernardo Buontalenti nel 1584 su ordine di Francesco I de’ Medici, la Tribuna era stata pensata per custodire i dipinti e le opere più importanti delle collezioni Medicee. L’eterogeneità delle decorazioni murarie, le tecniche pittoriche raffinatissime, ricche di particolari, i materiali pregiati e i pigmenti rari, che caratterizzano da cinque secoli questo spazio, oggi si racconta attraverso un perfetto equilibrio fra passato, presente e futuro.

Esclusa la possibilità di tornare all’originaria raccolta di oggetti pensata da Francesco I, e nel tempo migrati in altri musei fiorentini, sono stati scelti, per l’esposizione, dipinti compresi nel novero di quelli la cui presenza nei trascorsi allestimenti della Tribuna sia attestata dalle carte d’archivio.

O.O.

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