La Reggia di Venaria Reale torna alla gloria | Edilone.it

La Reggia di Venaria Reale torna alla gloria

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In occasione del Festival dei Fiori ha riaperto le sue porte la settimana scorsa uno tra i luoghi più suggestivi del Piemonte e dell’intero territorio italiano. Dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, la Reggia di Venaria Reale a pochi chilometri da Torino è uno spazio che conserva, nel suo mezzo secolo di vita, le tracce della gloria fastosa e del suo progressivo decadimento, e che è tornato a splendere grazie a un intervento che, all’epoca della sua progettazione, poteva risultare persino poco credibile per l’enormità dell’azione da compiere.

La Reggia di Venaria Reale ha raggiunto il culmine del decadimento nel Novecento: utilizzata come sede militare, poi ridotta a rudere, dagli anni 50 agli anni 80 è stata protagonista di interventi di recupero coraggiosi ma limitati dalla scarsità delle risorse. È con gli anni 90 che finalmente inizia una nuova era: col Progetto Venaria Reale, partito nel 1997 e concluso nel 2011, prende infatti il via il più importante progetto europeo per il recupero e la valorizzazione di un bene culturale e del suo territorio, eccezionale per superficie interessata, complessità, ricaduta sul territorio, materiali sperimentali utilizzati, metodologie di intervento e contenimento dei costi.

700 tecnici e collaboratori, 300 ditte per un totale di oltre 1.800 operatori, 100 progettisti con 16 gare di appalto a livello internazionale, 8 gare di progettazione ed ha interessato la reggia, il borgo, il castello della mandria, i giardini e il parco: un impegno significativo che è stato sostenuto dai fondi stanziati dal Ministero Beni Culturali (50 milioni), dalla Regione Piemonte (80 milioni), dalla Comunità Europea (170 milioni). Un totale di 300 milioni per la superficie totale di mq 240.000 e 800.000 mq di giardini, con un costo inferiore a 900 €/mq.

Per individuare i criteri operativi di intervento, si sono svolte approfondite e rigorose analisi strutturali e campagne diagnostiche, costituite da oltre 5.800 prelievi e sondaggi. La ricerca scientifica ha inoltre permesso di individuare materiali innovativi con una spiccata compatibilità ed un’eccellente riproposizione materica, nel rispetto della qualità e della leggibilità del periodo storico.

Negli interventi è stata data priorità alla necessità di consolidamento e restauro della struttura e all’esigenza di garantire una tempestiva apertura al pubblico, tenendo conto fin dall’inizio delle destinazioni d’uso e della necessità di contenimento dei costi di gestione e manutenzione; il tutto nel segno del massimo risparmio energetico ed idrico e della salvaguardia dell’ambiente e degli ecosistemi.

Il nuovo percorso di visita – ‘Il Teatro di Storia e Magnificenza’ – è organizzato tra il piano interrato (la storia) e il Piano Nobile (la magnificenza): il primo è concepito per far cogliere e riflettere su storie, temi e vicissitudini della dinastia sabauda dalle mitiche origini dell’anno Mille fino alla prima metà dell’Ottocento, il secondo è invece rappresentativo di una passeggiata nella magnificenza della corte, tra Seicento e Settecento.

La più importante novità del 2012, tuttavia, è la riapertura degli appartamenti privati del Re e della Regina nell’ala sud-ovest del complesso, per la prima volta riproposti al pubblico con un allestimento che ne suggerisce l’originaria destinazione settecentesca.

V.R.

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