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La grande ristrutturazione dell'Opera di Berlino

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La fine dei lavori è prevista per ottobre 2014 a causa della complessità, ma la ristrutturazione del Teatro dell’Opera di Berlino, conosciuto come la “Staatsoper Unter den Linden” ad opera dell’architetto HG Merz,  ha avuto inizio nel settembre 2010.

Il responsabile dei lavori pubblici della città di Berlino, Regula Lüscher, ha guidato questo processo dall’inizio del 2009. Gli obiettivi dell’intervento sono: migliorare la funzionalità dell’Opera (mediante un collegamento sotterraneo con l’edificio adiacente che ospita altre stanze e aumenta la capacità di stoccaggio); rafforzare la struttura, garantendo la tenuta stagna delle cantine e, soprattutto, migliorare l’acustica. L’iniziativa è certamente uno dei progetti più ambiziosi della città di Berlino per promuovere la storica Opera Nazionale (la cui costruzione iniziale ha avuto luogo tra il 1741 e 1743) tra le migliori in Europa.

 Dal punto di vista del suono, la sfida è principalmente aumentare il tempo di riverberazione senza perdere l’intelligibilità del suono. Il problema era trovare il giusto compromesso tra musicalità e intelligibilità. Da un lato, la musica deve avvolgere il pubblico, dall’altro cercare di creare un campo di diffusione del suono riverberante. Per effettuare lo studio sono state condotte simulazioni acustiche a computer congiuntamente a modelli. La soluzione finale è stata quella di aumentare il volume della sala da 6500m3 a 9500 m3 alzando la copertura di 4 metri e creando una ‘galleria riverberante’ sopra il terz’ordine.

 Ultimamente, il lavoro della società Peutz nel campo acustico è stato premiato con l’assegnazione di tre premi per tre progetti: la Concert Hall di Kulturpalast di Dresda (Germania), l’Opera di Colonia (Germania), e la Camera NedPhO della Filarmonica dell’Orchestra di Amsterdam (Paesi Bassi). La tecnica utilizzata dei modelli acustici, accumulata dall’esperienza nel corso degli anni, si basa sul rapporto tra frequenza e lunghezza d’onda, che sono in relazione inversa. Si misura in primo luogo ‘risposta acustica’ a una scala ridotta dello spazio. Poiché le dimensioni sono ridotte, se necessario, si osserva il fenomeno e se ne regola la lunghezza delle onde sonore e quindi si lavora con frequenze più alte (ultrasuoni). Dall’ecografia di questa risposta si è in grado di estrapolare la risposta acustica della sala in scala. 

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